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Archive for the ‘Israele’ Category.

Pace su di voi

Shalom Aleichem è una canzone che viene cantata il venerdì sera, da tutte (o quasi) le famiglie ebraiche, prima di fare la benedizione sul vino e sul pane ed iniziare la cena di shabbat.
E’ una canzone in cui si chiede agli angeli inviati da D-o di custodirci e proteggerci. E’ un canto molto bello che viene eseguito in mille maniere diverse. La più bella che è sentito era cantata da un signore, immagino yemenita, in una sinagoga di Nizza.

Aivshai Cohen, un famoso cantante Israeliano, la ricanta in una maniera molto particolare e, soprattutto, le accompagna un video che è decisamente molto bello. Ognuno di noi può essere l’angelo inviato da H. nella vita di qualcun’altro, basta averne il coraggio e la volontà.

Yom Hazikaron

Che significa “Il giorno del ricordo”. Ricordo di cosa? Ricordo di qualcosa più di 26mila morti, in guerra per difendere la propria patria o in atti terroristici contro la loro patria. Si parla di oltre 25mila soldati e soldatesse che sono morte dal 1860 in poi per l’ideale di una patria per gli ebrei. Si parla di persone che, anche non essendo cittadine israeliane, hanno deciso di difendere l’unica democrazia del medio oriente contro chi vuole annientarla solo per i propri interessi.
In questo giorno, giorno che precede la festa dell’indipendenza, per 2 volte tutte le sirene di allarme contraereo del paese suonano all’unisono per un minuto. Una volta la sera ed una volta la mattina (per la cronaca, alle 20.00 ed alle 11.00am).
In questo giorno TUTTO il paese si ferma e resta un minuto a ricordare amici, parenti, conoscenti, soldati e civili morti per l’ideale della libertà e della democrazia.
In questo giorno TUTTI ricordano chi, con la propria vita, ci permette di vivere (quasi) serenamente in questa terra meravigliosa.
In questo giorno TUTTI ringraziamo chi, con il propri sacrificio, ci ha permesso e ci permette, da 62 anni, di festeggiare l’esistenza dello stato di ISRAELE.
Grazie a tutti voi, anche se non ho conosciuto nessuno di voi. So che i miei figli e le mie figlie rischieranno di morire durante i loro anni di servizio militare. So che tutti noi rischiamo la vita ogni volta che saliamo in un autobus o entriamo in un ristorante (anche se, B”H da qualche anno le cose sono più tranquille). Nonostante tutto, abito qui e non ho la minima intenzione di andarmene.

Azzurro –> Amru Lo

Crisis Response

E’ passata ormai più di una settimana dal terremoto che ha colpito haiti.
Tantissime nazioni hanno mandato aiuti, anche se, chi si trova li, denuncia la totale disorganizzazione.

Eppure c’e’ un paese che ha risposto in maniera efficiente: Israele
Dopo 12 ore dal disastro è partito un’aereo con 100 persone a bordo ed un ospedale da campo completamente attrezzato.
40 medici, 20 infermieri e 20 paramedici cui si aggiunge un gruppo specializzato nella ricomposizione delle salme. Aggiungeteci 100 soldati che sono sul campo per aiutare nei soccorsi.

L’ospedale israeliano, dopo una settimana, è ancora l’unico dove possano essere effettuate esami per immagini, l’unico che faccia operazioni chirurgiche. Paesi più ricchi e più vicini sono ancora nel caos più totale.

Vorrà dire qualcosa?

Ed intanto il primo neonato post-terremoto è nato proprio nell’ospedale israeliano e la mamma lo ha chiamato Israel per ringraziare i soccorritori.

In tutto questo l’italia che fa? Beh, un aereo, ieri, era a Roma (proveniente da Milano) per caricare aiuti da portare ad Haiti passando per Santo Domingo. La portaerei Cavour è PRONTA a salpare (ci metterà solo un 3-4 giorni ad arrivare… quando si chiama tempestività)…

Per i giornali italiani la notizia importante è il rimpatri degli italiani. Importante certo, ma…

Parliamo dei paesi arabi, ricchissimi… l’Arabia saudita ha mandato un utilizzimo ed apprezzatissimo messaggio di cordoglio. punto.

9 ottobre 1982

Si parla di 27 anni fa, ma non è facile dimenticare l’attentato che oggi, esattamente nella stessa occasione, venne eseguito a Roma, alla sinagoga ebraica.

L’attentato venne rivendicato dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina guidata da Arafat. Questo è l’ideale di convivenza degli estremisti.

Ready or not…

Da Facebook ho recuperto il video che incollo qui sotto. E’ un po’ forte ma c’è da dire che il sentimento comune qui in Israele non è tanto distante da quanto dice il video. Israele già parecchie volte si è difesa da sola contro nemici teoricamente soverchianti, ma se l’è cavata.

Più di una volta ha messo a segno raid contro installazioni militari “sospette” in territorio nemico (Siria ed Iraq, tanto per intendersi) ed ogni volta sono state portate a termine così bene che solo a distanza di settimane ha cominciato a circolare la notizia: Israele non si fa pubblicità ed i regimi colpiti non hanno certo voglia di far la figura degli incapaci ammettendo di aver subito un attacco da cui non si son difesi contro un obiettivo che, teoricamente, non esiste..

Beh, qui si chiede al mondo di svegliarsi di fronte ad una coppia di uomini (ma sono più di due) che stanno minacciando qualcosa di simile alla shoah.

E siatene sicuri, se davvero si dovesse arrivare al punto di non ritorno con la comunità internazionale ancora incapace di intervenire, per l’ennesima volta lo farà lo stato di Israele…

In un negozio di Gerusalemme, la prossima volta che vado ne faccio una foto, vendono una maglietta. Porta stampata una tabellina di tutti i popoli/dittatori che han tentato di distruggere il popolo ebraico. L’elenco è lungo e l’ultima voce è Iran.

Il messaggio della maglietta è chiaro: Noi siamo ancora qui, voi?

Shana Tova (buon anno)

Sabato e domenica prossimi saranno il capodanno ebraico (Rosh HaShana). Buon anno a tutti allora.

E’ iniziato il campionato israeliano

Ieri, shabbat…, è inziato il nuovo campionato di prima divisione israeliana. Si chiama Premiere League, facendo il verso all’inghilterra. Il campionato di prima divisione è composto da 16 squadre (l’anno scorso erano meno, non so se 12 o 14). Si volgerà in due fasi: un girone all’italiana di 30 incontri ed una seconda fase con playoff, playout (le prime sei, le ultime sei) ed un play-niente per le classificate tra il 7° ed il 10° posto per decidere la classifica finale.

Prima considerazione sul fatto che si giochi il sabato pomeriggio violando lo shabbat e negando ai cittadini religiosi la possibilità di godersi la visione in diretta delle partite. Ieri shabbat è terminato alle 19.55, le partite sono iniziate alle 19.30. Iniziare le partite alle 21.30 non sarebbe stato scandaloso. Qui la notte di motzé shabbat è Gggiovane e non credo i tifosi avrebbero avuto nulla da ridire nel seguire la partita al fresco serale piuttosto che nel caldo torrido del pomeriggio… nel corso di un mesetto, inoltre l’orario di shabbat anticiperà parecchio, rendendo ancora meno problematica la cosa.

Seconda considerazione riguardo la formula. Se è accettabile il concetto di playoff e playout, non riesco a capire quella dei play-niente. Non conosceo bene le dinamiche economiche all’interno della federazione e posso capire che giocare 6 partite in più porti incassi alle società, ma mi chiedo quanti tifosi possano avere interesse nel vedere delle partite che non avranno alcun pepe agonistico. Se la mia società non fosse arrivata a combattere per il posti in campionati europei o scudetto, o non fosse in odore di retrocessione, che cosa potrebbe cambiarmi emozionalmente il fatto che si classifichi settima piuttosto che decima? MAH.

Ad ogni modo, quest’anno è caccia grossa al Maccabi Haifa che l’anno scorso ha vinto a man bassa il campionato, in maniera del tutto inattesa.  I pretendenti non mancano. Dal Hapoel TelAviv che da troppi anni rincorre la vittoria, al Betar Jerusalem, che ha appena scampato un fallimento storico.  La franchigia Telavivina dei Bnei Yehuda è stata la sorpresa dello scorso anno. Un piccolo club di un piccolo sobborgo che non solo ha dato filo da torcere alle grandi, ma è arrivato a classificarsi in Europa. Un Chievo israeliano, per intenderci.

Il pepe nella caccia all’Haifa lo da il campionato europeo. L’Haifa sta svolgendo i prelimari di Champions e, nel caso venisse eliminata, parteciperà comunque all’Europa League. Un doppio impegno che anche per nel campionato italiano viene indicato come “taglia gambe”.

Purtroppo essendo le partite il sabato non potrò seguirle e difficilmente mi appassionerò ad una squadra piuttosto che ad un’altra.

Nel frattempo ecco i risultati della prima giornata:

Maccabi Ani Nazareth - Hapoel Petach Tikva 1-2
Maccabi Petach Tikva - Hapoel Ramat Gan 1-1
Hapoel Beer Sheva - Hapoel Raanana 2-1
Maccabi Natanya - Hapoel Haifa 1-2
Maccabi Tel Aviv - Beni Sakhnin 3-1
Maccabi Haifa - Hapoel Akko 2-1
Ashdod s.c. - Bnei Yehuda Tel Aviv questa sera (23 agosto)
Betar Yerushalaim - Hapoel Tel Aviv domani sera (24 agosto)

Classifica:

3 pt: M. Tel Aviv, H. Beer Sheva, H. Haifa, H. Petach Tikva, M. Haifa

1pt: H. Ramat Gan, M. Petach Tikva

0pt: H. Akko, H. Raanana, M. Ahi Mazaret, H. Netanya, Bnei Sakhnin

Per un riassunto della giornata in inglese sul sito del Jerusalem Post