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Archive for the ‘Israele’ Category.

Devastazione sul Monte Carmel

In questo weekend un potente incendio ha devastato la foresta del Carmel, distrutto alcuni kibbutzim e, soprattutto, reclamato la vita di oltre 40 persone. Grazie agli aiuti internazionali arrivati da Bulgaria, Grecia, Cipro, Turchia, Inghilterra, Olanda, Stati Uniti ed altri, ora le fiamme sono sotto controllo e, con le piogge di questa notte, dovrebbero essere definitivamente spente.
Da due mesi chiamiamo la pioggia nelle nostre preghiere, ma non è necessario riferirsi a questo. Un solo ricordo per i morti e le loro famiglie.

Ora ci sono 200milioni di euro di danni (come minimo) e 17mila persone da far tornare a casa. A giorni il KKL farà partire una raccolta fondi per l’aiuto alla ricostruzione.

Hannukah Sameach LeKullam!

Lo Sport in Israele

Tra le informazioni che tutti state aspettando di ricevere riguardo Israele, immagino che quelle sportive non siano in cima alla classifica. Eppure mi sono accorto che è un argomento poco raccontanto. Ho quindi deciso di avviare con un blog sullo sport in insraele il nuovo network di Blog che mi sono messo in testa di realizzare. Dovrebbero, nelle mie intenzioni, essere blog tematici sui vari aspetti della vita in Israele. Se qualcuno ha voglia di darmi una mano è il benvenuto!

I Will Survive ad Aushwitz

Solo chi ha vissuto una tragedia come la shoah in prima persona può permettersi di scherzarci sopra. Quando ci provò Benigni con la sia “La vita è bella” venne attaccato ed accusato di banalizzare una tragedia. Io apprezzai il suo desiderio di presentare un possibile punto di vista, quello di un padre che cerca di non far capire al suo innocente bambino quanto possano essere tremendi gli uomini.

Oggi scopro, grazie a Kolot, che un’artista austrialiana, durante un viaggio ai campi di concentramento nazisti, con il padre e la famiglia ha realizzato una performance sulle note di I Will Survive di Gloria Gaynor. Il padre è un sopravvissuto alla shoah, e, con tutti i diritto, si gode la vita ed il piacere di aver sconfitto la follia nazista non solo sopravvivendo, ma dando vita ad una generazione che ne porterà avanti la memoria. Penso che soprattutto il prendersi gioco di chi ci ha voluto male sia la massima sublimazione della propia vittoria sul orrore.

Può sembrare blasfermo o fuori luogo, ma a me questa performance fa scendere due lacrimucce di felicità.


Sapere che c’è ancora chi ha il coraggio di guardare la tragedia con un sorriso di scherno per i carnefici sulla faccia, vale più di mille ricerche su quello che è successo.

Il quotidiano israeliano Haarez riporta la notiza e fa notare come siti neonazisti citino il video e dicano “guardate, questi ebrei continuano a ballare in ogni angolo. Li dobbiamo cercare, li stermineremo nel prossimo olocausto”. Al di la dei brividi che fa venire quest’affermazione, che non dice però nulla di nuovo, la prima reazione che mi viene è un pensiero a quella fantastica T-Shirt che vendono qui in Israele dove vengono elencati tutti i popoli che in 3000 anni hanno tentato di cancellare il popolo ebraico dalla faccia della terra. Nessuno di loro esiste ancora, ma Am Israel Hai (il popolo di Israele vive).

Idan Raichel – Boi

Un paio d’anni fa Idan Raichel, con la sua band, venne a Milano per un concerto al teatro degli Arcimboldi. Io di ebraico non capivo una parola ma il concerto mi coinvolse moltissimo. Pochi i presenti, ma atmosfera stupenda. Comprato il cd, mi sono innamorato di questa canzone il cui titolo, in ebraico, significa “VIENI!” (forma imperativa)

Il testo dice:

Vieni! dammi la mano ed andiamo
Non mi chiedere dove
Non mi chiedere della felicità
Forse verrà anche lei
Quando verrà
Cadrà su di noi come piogga

Vieni! Abbracciamoci ed andiamo
Non chiedermi quando
Non chiedermi della casa
Non chiedermi tempo
Il tempo non aspetta, non si ferma e non resta

Il pezzo in amarico invece dice:
Ti ricordi di allora,
quanto mi portavi sempre i fiori
To mi tenevi compagnia ed io a te
Mi parlavi ed io a te

Ci siamo tenuti
vivevamo ogni giorno con gioia
quando arrivava sera,
chiedevamo ad un nuovo giorno di iniziare
Quando eravamo separati
Mi sentivo triste
Quando ci incontravamo
Sentivo gioia immensa

Ed ora tutto questo è passato e noi siamo qui.

Pace su di voi

Shalom Aleichem è una canzone che viene cantata il venerdì sera, da tutte (o quasi) le famiglie ebraiche, prima di fare la benedizione sul vino e sul pane ed iniziare la cena di shabbat.
E’ una canzone in cui si chiede agli angeli inviati da D-o di custodirci e proteggerci. E’ un canto molto bello che viene eseguito in mille maniere diverse. La più bella che è sentito era cantata da un signore, immagino yemenita, in una sinagoga di Nizza.

Aivshai Cohen, un famoso cantante Israeliano, la ricanta in una maniera molto particolare e, soprattutto, le accompagna un video che è decisamente molto bello. Ognuno di noi può essere l’angelo inviato da H. nella vita di qualcun’altro, basta averne il coraggio e la volontà.

Yom Hazikaron

Che significa “Il giorno del ricordo”. Ricordo di cosa? Ricordo di qualcosa più di 26mila morti, in guerra per difendere la propria patria o in atti terroristici contro la loro patria. Si parla di oltre 25mila soldati e soldatesse che sono morte dal 1860 in poi per l’ideale di una patria per gli ebrei. Si parla di persone che, anche non essendo cittadine israeliane, hanno deciso di difendere l’unica democrazia del medio oriente contro chi vuole annientarla solo per i propri interessi.
In questo giorno, giorno che precede la festa dell’indipendenza, per 2 volte tutte le sirene di allarme contraereo del paese suonano all’unisono per un minuto. Una volta la sera ed una volta la mattina (per la cronaca, alle 20.00 ed alle 11.00am).
In questo giorno TUTTO il paese si ferma e resta un minuto a ricordare amici, parenti, conoscenti, soldati e civili morti per l’ideale della libertà e della democrazia.
In questo giorno TUTTI ricordano chi, con la propria vita, ci permette di vivere (quasi) serenamente in questa terra meravigliosa.
In questo giorno TUTTI ringraziamo chi, con il propri sacrificio, ci ha permesso e ci permette, da 62 anni, di festeggiare l’esistenza dello stato di ISRAELE.
Grazie a tutti voi, anche se non ho conosciuto nessuno di voi. So che i miei figli e le mie figlie rischieranno di morire durante i loro anni di servizio militare. So che tutti noi rischiamo la vita ogni volta che saliamo in un autobus o entriamo in un ristorante (anche se, B”H da qualche anno le cose sono più tranquille). Nonostante tutto, abito qui e non ho la minima intenzione di andarmene.

Azzurro –> Amru Lo

Crisis Response

E’ passata ormai più di una settimana dal terremoto che ha colpito haiti.
Tantissime nazioni hanno mandato aiuti, anche se, chi si trova li, denuncia la totale disorganizzazione.

Eppure c’e’ un paese che ha risposto in maniera efficiente: Israele
Dopo 12 ore dal disastro è partito un’aereo con 100 persone a bordo ed un ospedale da campo completamente attrezzato.
40 medici, 20 infermieri e 20 paramedici cui si aggiunge un gruppo specializzato nella ricomposizione delle salme. Aggiungeteci 100 soldati che sono sul campo per aiutare nei soccorsi.

L’ospedale israeliano, dopo una settimana, è ancora l’unico dove possano essere effettuate esami per immagini, l’unico che faccia operazioni chirurgiche. Paesi più ricchi e più vicini sono ancora nel caos più totale.

Vorrà dire qualcosa?

Ed intanto il primo neonato post-terremoto è nato proprio nell’ospedale israeliano e la mamma lo ha chiamato Israel per ringraziare i soccorritori.

In tutto questo l’italia che fa? Beh, un aereo, ieri, era a Roma (proveniente da Milano) per caricare aiuti da portare ad Haiti passando per Santo Domingo. La portaerei Cavour è PRONTA a salpare (ci metterà solo un 3-4 giorni ad arrivare… quando si chiama tempestività)…

Per i giornali italiani la notizia importante è il rimpatri degli italiani. Importante certo, ma…

Parliamo dei paesi arabi, ricchissimi… l’Arabia saudita ha mandato un utilizzimo ed apprezzatissimo messaggio di cordoglio. punto.

9 ottobre 1982

Si parla di 27 anni fa, ma non è facile dimenticare l’attentato che oggi, esattamente nella stessa occasione, venne eseguito a Roma, alla sinagoga ebraica.

L’attentato venne rivendicato dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina guidata da Arafat. Questo è l’ideale di convivenza degli estremisti.