Affanculo l’equivicinanza

16/07/2006 0 By Edoardo

Quando qualche mese fa alle elezioni il nano ? stato sconfitto, ero tutto contento. Certo sapevo che in brevissimo sarebbero saltate fuori quelle frange anacronistiche della sinistra radicale a rompere i maroni, ma non potevo non gioire della musata data.
Poi ? cominciato il balletto dei ministri ed ? cominciata a salirmi la pelle d’oca. Dalema alla farnesina inquietava me ed i miei affetti.
Da quando ho cominciato il mio percorso, le mie posizioni riguardo la politica merdiorientale sono parecchio cambiate perch? quelli che erano preconcetti causati da ignoranza si sono trasformati in concetti basati su storia e dati di fatto.
Ho letto e mi sono informato. Ho scoperto quello che ai ragazzini dei centri sociali non viene detto. Cio? che i poveri palestinesi (poveri in tutti i sensi) sono in questa situazione prevalentemente per l’ossessione dei paesi arabi per l’annientamento di Israele.
Israele ? un paese democratico dove la componente mussulmana ha stessi diritti e doveri degli altri cittadini. Hanno rappresentanza parlamentare (anche abbastanza numerosa) ed appoggiano il governo! Loro!
Beh… il nostro (vostro) amico Dalema giunto al governo, anzi, gi? prima, ha trasformato la vecchia equidistanza rivendicata tra gli amici palestinesi ed i quasi-amici israeliani in una equivicinanza che di differente ha solo la parola, visto che geometricamente parlando essere equivicini od equidistanzi non fa la minima differenza.
Essere equivicini umanamente parlando ? una bella cosa, indubbiamente. Sentire le sofferenze altrui come proprie senza addentrarsi nei profili ideologici delle persone ? una cosa meritoria.
Certo, poi, prenderene le lamentele ed amplificarle senza prima farne una analisi critica, diventa pi? che meritorio apologetico.
Leggo sull’Unit? di oggi una lettera alla redazione di un lettore di Ascoli Piceno in cui chiede:“In parole pi? povere: vuole o no la costituzione di uno Stato palestinese, accanto allo Stato di Israele? E se s?, cosa ha fatto finora per conseguire concretamente questo risultato?”
Beh, ci sarebbe da chiedere cosa abbiano fatto ONU, Europa e paesi arabi… In realt? Israele ha fatto quello che poteva. Ha liberato dal proprio controllo militare il territorio della futurubile repubblica palestinese sperando che questa si costituisse su basi democratiche. Invece quello che ? successo ? che le milizie terroriste sono rimaste tali senza trasformarisi in una vera forza militare o di polizia. E’ successo che nella striscia di Gaza regna la stessa anarchia (se non pi? forte che pria) che non preannuncia alcunch? di positivo.
Certo ad Israele non credo si possa chiedere di amministrare democraticamente (magari come tutor) la striscia di gaza e la cisgiordania, visto che pi? che tutoraggio verrebbe considerata ingerenza o colonialismo. Allora cosa deve fare israele? Ok.. ritirarsi e poi? sopportare passivamente ed indolamente i lanci di razzi che arrivano da gaza? aspettare che si armino di missili sempre pi? a lunga gettata che possano colpire sempre pi? in profondit?? Svolgere il ruolo teatrale del solito ebreo che si appella a D-o ed intanto lascia che i suoi carnefici facciano il proprio lavoro?
Beh, mi sembra ipocrita definire Israele uno stato che esagera le proprie reazioni militari. Se dal Libano arrivano missili e lo stato libanese, nonostante la buona volont? di Barak che fece ritirare le truppe israeliane da quegli stessi terreni in cui sono appena tornate, non compie azioni di disarmo delle truppe Hezbollah deve forse israele aspettare la mattanza?
Se domani dalla Svizzera cominciassero a piovere missili su Milano (su israele in una settimana ne sono gi? arrivati 700) ad opera di un movimento terrorista e il governo svizzero non muovesse un dito dopo le rimostranze italiane, secondo voi, quanto tempo passerebbe prima di un attacco militare? Io dico meno di 24 ore..
Allora diciamolo, Israele ha tutto il diritto di attraversare i confini dei paesi vicini se questi non compiono veramente dei passi per il disarmo dei movimenti terroristici. Se l’Onu aveva il diritto di mandare l’esercito in afganistan, israele ha il diritto di entrare in libano e nei terrotori “palestinesi” per difenderesi.
Detto questo, Dalema dovrebbe prendersi la responsabilit? di denunciare in maniera netta la posizione siriana ed iraniana che prima lancia la pietra per interposta persona e poi fare la parte dei bravi ragazzi dicendo di non centrarci nulla.. I missili che stanno lanciando gli hezbollah sono di fabricazione russa e di provenienza iraniana..
E Dalema dovrebbe provare ad ascoltare quello che dicono i capi dei paesi arabi che hanno condannato l’azione dei guerriglieri di D-o.
La mia posizione quindi ? AFFANCULO L’EQUIVICINANZA, cominciamo a parlare di EQUI-RESPONSANILITA’…