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Posts tagged ‘Israele’

Lo Sport in Israele

Tra le informazioni che tutti state aspettando di ricevere riguardo Israele, immagino che quelle sportive non siano in cima alla classifica. Eppure mi sono accorto che è un argomento poco raccontanto. Ho quindi deciso di avviare con un blog sullo sport in insraele il nuovo network di Blog che mi sono messo in testa di realizzare. Dovrebbero, nelle mie intenzioni, essere blog tematici sui vari aspetti della vita in Israele. Se qualcuno ha voglia di darmi una mano è il benvenuto!

Pace su di voi

Shalom Aleichem è una canzone che viene cantata il venerdì sera, da tutte (o quasi) le famiglie ebraiche, prima di fare la benedizione sul vino e sul pane ed iniziare la cena di shabbat.
E’ una canzone in cui si chiede agli angeli inviati da D-o di custodirci e proteggerci. E’ un canto molto bello che viene eseguito in mille maniere diverse. La più bella che è sentito era cantata da un signore, immagino yemenita, in una sinagoga di Nizza.

Aivshai Cohen, un famoso cantante Israeliano, la ricanta in una maniera molto particolare e, soprattutto, le accompagna un video che è decisamente molto bello. Ognuno di noi può essere l’angelo inviato da H. nella vita di qualcun’altro, basta averne il coraggio e la volontà.

Yom Hazikaron

Che significa “Il giorno del ricordo”. Ricordo di cosa? Ricordo di qualcosa più di 26mila morti, in guerra per difendere la propria patria o in atti terroristici contro la loro patria. Si parla di oltre 25mila soldati e soldatesse che sono morte dal 1860 in poi per l’ideale di una patria per gli ebrei. Si parla di persone che, anche non essendo cittadine israeliane, hanno deciso di difendere l’unica democrazia del medio oriente contro chi vuole annientarla solo per i propri interessi.
In questo giorno, giorno che precede la festa dell’indipendenza, per 2 volte tutte le sirene di allarme contraereo del paese suonano all’unisono per un minuto. Una volta la sera ed una volta la mattina (per la cronaca, alle 20.00 ed alle 11.00am).
In questo giorno TUTTO il paese si ferma e resta un minuto a ricordare amici, parenti, conoscenti, soldati e civili morti per l’ideale della libertà e della democrazia.
In questo giorno TUTTI ricordano chi, con la propria vita, ci permette di vivere (quasi) serenamente in questa terra meravigliosa.
In questo giorno TUTTI ringraziamo chi, con il propri sacrificio, ci ha permesso e ci permette, da 62 anni, di festeggiare l’esistenza dello stato di ISRAELE.
Grazie a tutti voi, anche se non ho conosciuto nessuno di voi. So che i miei figli e le mie figlie rischieranno di morire durante i loro anni di servizio militare. So che tutti noi rischiamo la vita ogni volta che saliamo in un autobus o entriamo in un ristorante (anche se, B”H da qualche anno le cose sono più tranquille). Nonostante tutto, abito qui e non ho la minima intenzione di andarmene.

Crisis Response

E’ passata ormai più di una settimana dal terremoto che ha colpito haiti.
Tantissime nazioni hanno mandato aiuti, anche se, chi si trova li, denuncia la totale disorganizzazione.

Eppure c’e’ un paese che ha risposto in maniera efficiente: Israele
Dopo 12 ore dal disastro è partito un’aereo con 100 persone a bordo ed un ospedale da campo completamente attrezzato.
40 medici, 20 infermieri e 20 paramedici cui si aggiunge un gruppo specializzato nella ricomposizione delle salme. Aggiungeteci 100 soldati che sono sul campo per aiutare nei soccorsi.

L’ospedale israeliano, dopo una settimana, è ancora l’unico dove possano essere effettuate esami per immagini, l’unico che faccia operazioni chirurgiche. Paesi più ricchi e più vicini sono ancora nel caos più totale.

Vorrà dire qualcosa?

Ed intanto il primo neonato post-terremoto è nato proprio nell’ospedale israeliano e la mamma lo ha chiamato Israel per ringraziare i soccorritori.

In tutto questo l’italia che fa? Beh, un aereo, ieri, era a Roma (proveniente da Milano) per caricare aiuti da portare ad Haiti passando per Santo Domingo. La portaerei Cavour è PRONTA a salpare (ci metterà solo un 3-4 giorni ad arrivare… quando si chiama tempestività)…

Per i giornali italiani la notizia importante è il rimpatri degli italiani. Importante certo, ma…

Parliamo dei paesi arabi, ricchissimi… l’Arabia saudita ha mandato un utilizzimo ed apprezzatissimo messaggio di cordoglio. punto.

E’ iniziato il campionato israeliano

Ieri, shabbat…, è inziato il nuovo campionato di prima divisione israeliana. Si chiama Premiere League, facendo il verso all’inghilterra. Il campionato di prima divisione è composto da 16 squadre (l’anno scorso erano meno, non so se 12 o 14). Si volgerà in due fasi: un girone all’italiana di 30 incontri ed una seconda fase con playoff, playout (le prime sei, le ultime sei) ed un play-niente per le classificate tra il 7° ed il 10° posto per decidere la classifica finale.

Prima considerazione sul fatto che si giochi il sabato pomeriggio violando lo shabbat e negando ai cittadini religiosi la possibilità di godersi la visione in diretta delle partite. Ieri shabbat è terminato alle 19.55, le partite sono iniziate alle 19.30. Iniziare le partite alle 21.30 non sarebbe stato scandaloso. Qui la notte di motzé shabbat è Gggiovane e non credo i tifosi avrebbero avuto nulla da ridire nel seguire la partita al fresco serale piuttosto che nel caldo torrido del pomeriggio… nel corso di un mesetto, inoltre l’orario di shabbat anticiperà parecchio, rendendo ancora meno problematica la cosa.

Seconda considerazione riguardo la formula. Se è accettabile il concetto di playoff e playout, non riesco a capire quella dei play-niente. Non conosceo bene le dinamiche economiche all’interno della federazione e posso capire che giocare 6 partite in più porti incassi alle società, ma mi chiedo quanti tifosi possano avere interesse nel vedere delle partite che non avranno alcun pepe agonistico. Se la mia società non fosse arrivata a combattere per il posti in campionati europei o scudetto, o non fosse in odore di retrocessione, che cosa potrebbe cambiarmi emozionalmente il fatto che si classifichi settima piuttosto che decima? MAH.

Ad ogni modo, quest’anno è caccia grossa al Maccabi Haifa che l’anno scorso ha vinto a man bassa il campionato, in maniera del tutto inattesa.  I pretendenti non mancano. Dal Hapoel TelAviv che da troppi anni rincorre la vittoria, al Betar Jerusalem, che ha appena scampato un fallimento storico.  La franchigia Telavivina dei Bnei Yehuda è stata la sorpresa dello scorso anno. Un piccolo club di un piccolo sobborgo che non solo ha dato filo da torcere alle grandi, ma è arrivato a classificarsi in Europa. Un Chievo israeliano, per intenderci.

Il pepe nella caccia all’Haifa lo da il campionato europeo. L’Haifa sta svolgendo i prelimari di Champions e, nel caso venisse eliminata, parteciperà comunque all’Europa League. Un doppio impegno che anche per nel campionato italiano viene indicato come “taglia gambe”.

Purtroppo essendo le partite il sabato non potrò seguirle e difficilmente mi appassionerò ad una squadra piuttosto che ad un’altra.

Nel frattempo ecco i risultati della prima giornata:

Maccabi Ani Nazareth Hapoel Petach Tikva 1-2
Maccabi Petach Tikva Hapoel Ramat Gan 1-1
Hapoel Beer Sheva Hapoel Raanana 2-1
Maccabi Natanya Hapoel Haifa 1-2
Maccabi Tel Aviv Beni Sakhnin 3-1
Maccabi Haifa Hapoel Akko 2-1
Ashdod s.c. Bnei Yehuda Tel Aviv questa sera (23 agosto)
Betar Yerushalaim Hapoel Tel Aviv domani sera (24 agosto)

Classifica:

3 pt: M. Tel Aviv, H. Beer Sheva, H. Haifa, H. Petach Tikva, M. Haifa

1pt: H. Ramat Gan, M. Petach Tikva

0pt: H. Akko, H. Raanana, M. Ahi Mazaret, H. Netanya, Bnei Sakhnin

Per un riassunto della giornata in inglese sul sito del Jerusalem Post

Cosa mi piace di Israele

Ci sono molte cose che mi piacciono in Israele e molte altre che non mi piacciono.

sicuramente mi piace il mare, ma non mi piace come vengon tenute le spiagge (sporchissime). Mi piacciono gli Sherut Monit (taxi collettivi) e mi piace un sacco il passaggio di monete per pagare la corsa tra un viaggiatore e l’altro..

Mi piace la cortesia generale della gente (che poi diventa scortesia totale mezzo nanosecondo dopo)

Mi piace il clima. Caldo ed afoso in città come Tel Aviv, ma comunque e sempre molto ventilato. Non capitano le giornate a 38° con umidità 90% e aria immobile come invece capita a Milano..

A cosa serve questo post? assolutamente a nulla..

E&M Missione Aliyah: ricerca delle case

I casi sono 2:

o gli agenti si sentono dire una cifra ma la modificano a caso

o pensano che la cifra possa lievitare magicamente del 30%

Quello che posso dire è che a Netanya le case sono mediamente belle e mediamente care. Quello che cerchiamo noi pare costare un po’ più delle nostre disponibilità. In particolare una, da ristrutturare, ci è stata proposta dalla prima agenzia con cui abbiamo parlato. Viste però le case delle altre agenzie, il suo valore reale non è quello che ci hanno chiesto.

Ne deduco che in questo momento i prezzi siano artificiosamente alti per tentare di spennare i polli (chiamati anche turisti) che arrivano, comprano e se ne vanno.

Non avendo poi così fretta, possiamo permetterci di andare ancora a girar per case, contrattare, valutare e paragonare.

Ora ho chiesto al primo agente uno sconto del 30% sul prezzo che mi aveva indicato per la casa. Vediamo che succede.

Mia moglie è israeliana… ma io non ancora…

Ebbene, ce l’abbiamo fatta, siamo atterrati, abbiamo (ha) svolto le pratiche burocratiche, siamo arrivati a casa e crollati quasi istantaneamente a dormire.

Stamani prima spesa da israeliani.. 😀

Note.. in aeroporto non eravamo gli unici olim, c’erano 2 famiglie dalla spagna ed una ragazza da Berlino.

Chi ci incrociava e ci riconosceva ci faceva gli auguri 😀 strano ma piacevole

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Se n’e’ andato e mai più tornerà…. sigh..

Non so come prenderla.. era un punto fisso, una certezza, un motivo in più per andare a visitare Gerusalemme…..
NORMAN’S ha chiuso… non potrò più tentare l’attacco al Sumoburgher.. ha vinto lui.. :(
Beh.. mi consolo con le foto, il ricordo del Big Kahuna e delle 4 volte che sono stato li..
sigh sigh..

il sito del FU Norman’s

Fiera del Libro di Torino 2008

Ok.. ieri siamo stati a Torino alla Fiera del Libro (dedicata quest’anno ad Israele).
Pensavo fosse MOLTO più grande, abituato alla fiera del libro per ragazzi di Bologna, questa del Lingotto sembrava quasi una fiera di paese.
Ad ogni modo, soddisfatto, ho trovato molti editori da contattare per sababastore.com ed ho partecipato alla sessione con Meir Shalev, che si è dimostrato una persona molto simpatica.
Lo stand di Israel era molto più piccolo e “scarno” di quanto legittimamente ci si sarebbe potuto aspettare, ma tant’è, al fiera è piccola ed anche gli stand non potevano essere particolarmente grandi.
Questa sera provo a caricare le foto che ho fatto.

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