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Archive for the ‘Aliyah’ Category.

E&M missione aliyah: Habemus TZ

Ieri pomeriggio, dopo l’Ulpan, sono riuscito ad andare al Misrad HaPnim per prendere la carta d’identità (Teudat Zehut). Non so come siano gli impiegati del ministero quando ormai sei israeliano, ma finché sei un nuovo immigrato ti trattano tutti con estrema cortesia 😀

Oggi, invece, son riuscito ad iscrivermi all’assistenza sanitaria (kupat holim) e, già che ero in posta, ho comprato anche l’easypark, il parcometro elettronico che si usa da queste parti. E’ molto intelligente perché tra le varie cose si può impostare la città in cui ci si trova ed il costo orario. Quando poi lo si ricarica, è possibile accedere via internet all’elenco delle soste effettuate. In questo modo è possibile, eventualmente,  contestare una multa.

Cosa rimane da fare?

Andare al Misrad Haklità (ufficio per l’assorbimento) per avere il voucher per l’Ulpan (la scuola di ebraico). Senza quello dovrei pagare il corso. Per fortuna all’Ulpan Gordon hanno accettato di farmi cominciare prima dell’Aliyah, con la promessa che gli avrei portato il voucher il prima possibile. Il vero problema è che senza il voucher non mi danno i libri… :(

Per il resto tutto procede bene. Ho scoperto dove andare a comprare una sukka (cosa che farò sperabilmente domani).

E&M Missione alyiah: sono israeliano anche io!

Ieri pomeriggio, ore 16.50, il volo El-Al LY382 da Milano è atterrato al aereoporto internazionale Ben Gurion (NATBAG per gli amici). Su quel volo c’era il sottoscritto, con i suoi 48 kili di bagaglio.

Salutata la natia Italia alle ore 12.30 (una mezzoretta di ritardo non si nega a nessuno, men che meno a chi emigra…), son diventato israeliano grossomodo alle 17.20 ora Israeliana. Tanto per non farsi mancar niente, mi han fatto un po’ aspettare anche per il taxi che mi avrebbe dovuto portare a casa. Quei 40 minuti, giusto perché il tassista probabilmente si trovava ad Eilat quando lo hanno chiamato.

Ad ogni modo, sono israeliano a tutti gli effetti.

Cosa mi piace di Israele

Ci sono molte cose che mi piacciono in Israele e molte altre che non mi piacciono.

sicuramente mi piace il mare, ma non mi piace come vengon tenute le spiagge (sporchissime). Mi piacciono gli Sherut Monit (taxi collettivi) e mi piace un sacco il passaggio di monete per pagare la corsa tra un viaggiatore e l’altro..

Mi piace la cortesia generale della gente (che poi diventa scortesia totale mezzo nanosecondo dopo)

Mi piace il clima. Caldo ed afoso in città come Tel Aviv, ma comunque e sempre molto ventilato. Non capitano le giornate a 38° con umidità 90% e aria immobile come invece capita a Milano..

A cosa serve questo post? assolutamente a nulla..

E&M missione aliyah: Casa e macchina

E rieccoci con il settimanale aggiornamento sulla nostra aliyah. 😀

Cominciamo con il dire che trovare una macchina decente di seconda mano in Israele è più che difficoltoso. Un amico mi ha indirizzato ad un sito che si chiama secondamano (yad sheni  in ebraico) dove si trovano moltissimi annunci. Il sito è molto ben fatto (se si capisce un minimo di ebraico) ed è possibile selezionare gli annunci per marca, per anno di immatricolazione, per prezzo, per tipo di cambio (qui quasi tutti usano quello automatico).

Il primo problema, in realtà, è che i prezzi non sono allineati a quelli europei. La cosa non è sconvolgente se si considera che quando si compra una macchina si paga una tassa pari al 100% del suo valore (a me pareva fosse il 75% ma più d’uno m’ha detto diversamente).  Certo che pensare di comprare una macchina di 12 anni e pagarla ancora 3000 euro mi fa molto strano…

Il secondo è che qui le macchine usate passano di mano in continuazione. Non è strano trovare macchine di quinta o sesta mano! Ovviamente questo comporta che risalire alla storia della macchina sia quasi impossibile. Sapere se ha fatto incidenti è quasi impossibile.

Il terzo è che l’idea di “tenuta bene” degli israeliani è MOLTO distante da quella degli italiani. Qui se una macchina ha i sedili bucati dalle sigarette, la tappezzeria un po’ strappata, qualche bolla di ruggine qui e li, le guarnizioni crepate o i paraurti scesi per qualche urto la considerano ancora “tenuta bene, quasi nuova”..

Il massimo è stato ieri pomeriggio un tizio che avevo contattato per una Renault Megane che invece mi ha fatto vedere un Land Rover del ’97 che secondo lui era in ottime condizioni: 3 gomme su 4 da cambiare perché la spalla era crepata, tutte le rifiniture in plastica crepate, il cruscotto che quasi si sfarinava, la tappezzeria lisa e sporca. Ha avuto il coraggio di chiedermi 34mila sheqel (circa 6.500 euro).

Domani andrò a dare un’occhiata ad una Fiat Marea di terza mano, del 2001, con 100mila kilometri sulle spalle. Speriamo sia tenuta bene. Non chiedono neanche un’esagerazione, poco più di 3000 euro.

Ah.. tra gli annunci si possono trovare anche ex-taxi con 500-700 mila kilometri dichiarati. Ovviamente il prezzo non è strcciato, parliamo sempre e comunque di più di 5 mila euro! :(

Per quel che riguarda la ricerca della casa, invece, abbiamo visitato Netanya, e devo dire che ci è piaciuta. Non è linda e ordinata come Ness Ziona, ed i palazzi vecchi si alternano alle nuove costruzioni. Detto questo ci è sembrata accogliente ed ordinata. I prezzi non sono stratosferici ed abbiamo un po’ di visite programmate per la prossima settimana. Speriamo di trovare qualcosa di buono.

Up to date

Aggiornamenti della settimana:

Tisha B’av è trascorso bene, se non fosse per l’aria condizionata guasta al tempio… la lettura della meghillà di Echa è stata piuttosto suggestiva al tempio dei giovani. La lettura mattutina un tantino pesante perché il tempio di mezzo è un filo “noiosetto”. D’altra parte non si può pretendere che la facessero allegra, trattandosi di un brano particolarmente triste… vabbé…

Shabbat di nuovo con l’aria condizionata guasta al tempio, con l’aggravante che invece di fare la tefillah al pian terreno, ampio ed abbastanza fresco, hanno avuto la geniale idea di spostarci al sesto piano (ovviamente senza ascensore shabbatico…) giusto sotto al tetto, con una bella vetrata esposta al sole, comunque con l’aria condizionata a mezzo servizio e, soprattutto, con la gente stipata.

Nota di colore, sia a Tisha b’Av che a Shabbat incontro fortuito con eupilini 😀

Per il resto, siamo andati a dare un’occhiata a Rishon LeZion e Ness Ziona, carina la seconda, variegata la prima.

Ness Ziona è una piccola città, intorno ai 30mila abitanti, molto ordinata e pulita. In media le case sembrano piuttosto recenti (anche se la città ha più di 120 anni). Non è distante dal mare – circa 7km – ma non è collegata direttamente alla spiaggia.

Rishon LeZion, invece, alterna quartieri recenti con case basse, ad altri con case alte (in generale i palazzi alti sono al centro di un quadrilatero alla cui periferia vengono costruite case più basse o villette singole). La parte di città “vecchia”, invece è quasi tutta composta da palazzi di media altezza (5-7 piani) ma che dimostrano la vecchiaia e la scarsa qualità della costruzione. In generale il centro ricorda abbastanza Tel Aviv nelle parti sporche e poco curate.

I quartieri più recenti, invece, sono molto carini ed ordinati. Molto verde in giro, un quartiere commerciale molto denso di negozi e canyon (il termine ebraico con cui si indicano i centri commerciali). Tra parentesi, Rishon LeZion è dove verrà costruito il secondo negozio Ikea in Israele.

Il primo si trova a Netanya, altra città che andremo a visitare questa settimana.

Prosegue la ricerca di un’auto usata da comprare (forse abbiamo trovato una Punto 1.3 del 2002).

E&M missione aliyah: Ulpan

Ieri Micol ha cominciato il suo corso di Ulpan. E’ contenta perché pensa di essere nella classe del livello giusto. Ovviamente non è al loro medesimo punto, ma le differenze sono minime per cui dovrebbe mettersi a pari mentre loro fanno cose che lei già sa.

Una cosa che ho scoperto, nel frattempo, è che anche i numeri cardinali sono coniugati al femminile ed al maschile. Così su due piedi non mi viene in mente altra lingua che lo faccia… strano, l’ebraico è così lineare che questo mi ha lasciato molto perplesso.

Io invece, per quel che riguarda l’ebraico sono a piedi. Purtroppo tutti gli ulpanin sono strapieni al livello beginner per colpa/merito dei turisti. Avrei trovato un’alternativa, l’Ulpan Or, che fa corsi 1-1 di due settimane per 3 ore al giorno. Probabilmente sono molto efficaci e si impara molto rapidamente, d’altra parte il costo (1350$ + Iva il corso di 2 settimane) è altissimo, più dello standard. Se decidessi di prendere un insegnante privato per lo stesso monte ore, spenderei grossomodo 3000  sheqel (meno di 600 euro…).

A questo punto aspetterò di fare l’aliyah pure io a settembre per avere l’ulpan standard pagato dallo stato.

E&M missione aliyah: teudat zehut

stamani siamo stati alla misrad hapnim, per la teudat zehut di Micol. Una coda, circa mezz’ora d’attesa per lo sportello, teudat zehut ricevuta. 😀

Aggiungiamo a questo che ieri siamo stati al misrad haklita all’appuntamento con il nostro consulente. Ha fatto l’iscrizione all’Ulpan per Micol, mentre io sono un po’ mal messo. Gli ulpanim sono quasi tutti pieni o distantissimi. Ora provo a chiamarne uno che c’e’ dietro allo shuq.

E&M operazione aliyah

Riassunto delle prime 48 ore da olim (quasi, visto che io oleh non sono..):

  • abbiamo aperto il conto in banca
  • abbiamo pagato la piccola tassa per la scelta dell’assicurazione sanitaria (14.80 sheqel), scegliendo la Meuhedet con cui è convenzionata la ginecoloca che seguirà micol;
  • oggi pomeriggio andiamo all’ufficio della meuhedet per completare l’iscrizione
  • domani pomeriggio appuntamento al misrad haklita per comunicare le coordinate bancarie ed avere altre informazioni

C’é da dire che, a dispetto di quanto tutti dicano, chi ci si è parato di fronte fino ad ora è stato sempre estremamente cortese. Sia in banca che all’ufficio postale. Da quando siamo partiti l’unica persona sgarbata che abbiamo incontrato è stata un’inserviente di malpensa che pur vedendo micol in difficoltà nel rimettere a posto il carrello dei bagagli, non si è mossa finché non le ho gridato dietro di muovere il c… che mia moglie era in cinta e non ce la faceva a riagganciare il carrello.

Addirittura, ieri, Micol ha ricevuto una chiamata dal misrad haklità e l’interlocutore parlava italiano. Sappiamo che non sarà sempre così e, soprattutto, sappiamo già che con me saranno meno carini (sono uomo e barbuto, non ispiro dolcezza probabilmente.. ). Per il momento, però, ci godiamo questa atmosfera latte&miele.

p.s.  ho comprato il biglietto di ritorno. si atterra a Malpensa alle 9.15 di domenica 6 settembre, yom rishon, 17 di Elul.