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Archive for September 2008

Piccola peste fa danni

Anche se qualcuno preferirebbe dimenticarsene, nella giornata del 20 febbraio 1973, a Rovigo, si abbattè uno dei preggiori cataclismi che la storia moderna possa ricordare.

Nacque Edoardo

Non è dato sapere se sia stata una giornata di sole o, più probabilmente, di Polesana nebbia, fatto stà che non rimase molto a lungo nella mesopotamia d’Italia. Mamma, Papà e sorellaccia lo riportarono in men che non si dica nel “freschin” veneziano (non necessariamento migliore della nebbia polesana!).

A Favaro Veneto crebbe, crebbe e continuò a crescere… il fertilizzante aggiunto alla colazione fece il suo effetto..

Le sue giornate si snodavano tra scuola e partite a calcio con gli amici nel parchetto sotto casa… solo all’imbrunire dalle finestre delle case si affacciavano le mamme a richiamare i bimbi all’ordine per la cena. L’aria si riempiva di urla lancinanti.. “DAAAAAVIDDDDD”…. “NICCCCOOOOOOOLLLLLLOOOOOOO”… “EEDOOOOOOOOOAAAAARRDDDDOOOOOOOOOOOO…

La vita si svolse tranquilla tra elementari e medie, ma è in quarta elementare che il padre commise il suo errore più grande.. portò a casa il primo computer. Da li la situazione precipitò…Edoardo passava interminabili ore silenzioso a leggere riviste e libri in lingue a lui sconosciute (principalmente inglese) assorbendo, non si sa come, competenze che poco gli sarebbero servite dato che si riferivano a computer diversi da quello che aveva…

Già allora le sue mani correvano veloci sulle tastiere dei computer dei suoi amici. Loro non sapevano usarli, ma lui – che pure non li possedeva – si..

Alle superiori iniziò la trasformazione, la musica “adulta” lo travolse e lo sport cominciò ad attirare le sue attenzioni.. Calcio, pallacanestro e nuoto riempivano le sue giornate, altrimenti piuttosto monotone. Le prime vacanze da solo, i primi campeggi.. i suoi occhi si aprirono ad un mondo fino ad allora sconosciuto

La vita della famiglia però si spostò nuovamente nelle nebbie polesane. Il cambio di ambiente influì sul carattere del ragazzo che diventò molto più espansivo e si ricostruì agevolmente una nuova rete di amicizie. La scuola invece rimase un luogo misterioso che, quando possibile, evitava.

L’università fu un momento migliore, ma non durò a lungo: prima il servizio militare e poi il lavoro lo distrassero dallo studio.

Il Rock, che era entrato nella sua vita nei primi anni del liceo, diventò parte rilevante della sua vita durante gli anni dell’università. Fu tra il pubblico di innumerevoli concerti di Vasco ma cominciò a scoprire nuovi musicisti, tra i quali una cantantessa catanese. La frequentazione di un centinaio di suoi concerti provocò il danno..

Il resto è storia, il seguito fantascienza

Piccola Bimba cresce

Bimba nasce a Milano il 18 maggio 1981

Fin dall’inizio la mamma e il papà capiscono quali sono le sue doti principali.. mangiare e dormire. Sì perché la piccola Bimba inizialmente dormiva 23 ore al giorno.. sentiva già che la sua vita un giorno sarebbe diventata molto frenetica e cercava di recuperare in anticipo il sonno. Non contenta dei suoi enormi biberon di latte con biscotti sciolti, appena ne finiva uno piangeva perchè aveva ancora fame..

Passarono i primi anni e Bimba tirò fuori, oltre a cespugliosi capelli ricci che legava in piccoli codini, la sua personalità.. giocava instancabilmente con tanti bambini e soprattutto amava fare la “capetta” e dirigere il gioco. Saltava e si muoveva e parlava e rideva.. era una bambina allegra e peperina. Fin da quando era piccola i suoi genitori la portavano in vacanza in campeggio e respirava la natura e la vita all’aria aperta che le piaceva molto.. aveva una passione per il mare.. nuotava, nuotava e adorava stare ore in spiaggia. Giocava tanto con le sue sorelle e anche se di tanto in tanto litigavano, passava tanto tempo insieme ed erano inseparabili..

Era una bambina molto diligente a scuola, poco sportiva essendo molto pigra…

Ma le cose stavano per cambiare.. l’adolescenza era in agguato. Bimba cominciò a cambiare e a non essere più la bambina gioiosa e allegra. Tra i due di picche costanti che le davano i ragazzi c’era pure la scuola che non le andava più a genio.. le medie passarono tra diverse crisi e arrivò al periodo del liceo sempre più infelice.. non trovava la sua dimensione né a scuola né fuori da scuola. Viveva nel suo mondo lontana e diversa da tutti i suoi coetanei e per questo aveva pochi amici ma speciali.

Aveva bisogno di esprimere in qualche modo la sua personalità esplosiva.. così cominciò a frequentare gente strana che apprezzava i suoi costanti e preoccupanti stati di Euforia, non dovuti a sostanze chimiche o a Coca Cola, ma a quello che lei chiamava Delirium. Cominciò ad andare in giro per concerti nello sconcerto dei suoi genitori.. non stava mai ferma, girovagava per tutta l’Italia.

Fu proprio prima di diventare maggiorenne che lei conobbe Bimbo. La sua via cambiò da quel momento. La sua natura allegra e gioiosa stava tornando di nuovo fuori.. e anche in maniera preoccupante. Purtroppo anche lui aveva questa vena Delirium.. e insieme erano una coppia scoppiettante.

L’università e poi il lavoro fecero di lei una ragazza responsabile.. anche se il lavoro che siè scelta, educatrice di asilo nido, le permette ancora di esprimere con poveri bambini indifesi la sua vena peperina.. e Bimbo deve subirsi ogni giorno canzoncine tipo “Palloncino blu” o “Whisky Ragnetto”.

Ora Bimba ha 27 anni, una vita molto frenetica.. ma soprattutto un matrimonio da organizzare!!

I suoi stati di euforia crescono sempre si più.. riuscirà a darsi un contegno nel giorno del matrimonio? :P

Ma chi ce l’ha fatto fare

L’infausto inizio è da far risalire al 3 novembre 1997. Milano. Corso XXII Marzo. Discoteca Rolling Stone.

L’occasione è stata un concerto al quale entrambi avevano deciso di partecipare.

Galeotta fu la comune amicizia con Squalo, frequentatore emiliano di #consoli (se non sapete cosa sia sono affari vostri, IGNORANTI! Tongue out)

I nostri protagonisti non fecero fatica ad instaurare una bella amicizia, anche in considerazione della parlantina irrefrenabile di Lei. Lui rimase traumatizzato, ma non si può negare che quella serata rimase impressa nella sua memoria.

Conosciutisi dal vivo continuarono la loro conoscenza tramite i potenti mezzi della rete globbbbbale. Telecom Italia (allora SIP) ringraziava per le laute bollette che inviava ad entrambi.

Con rapide mosse e passo felino l’allora liceale sottraeva con astuzia il controllo del potente elaboratore elettronico al padre (che non ne era particolarmente contento ma cedeva di buon grado…)

Lui, svogliato studente di informatica, passava le sue ore pigramente al computer attendendo che C-40 (nome in codice della nostra infausta protagonista) apprasisse tra gli utenti del #consoli (e se continuate a non sapere di cosa si tratti, ci spiace ma non sappiamo che dirvi!).

La comune passione per il mare e per la musica di pietra (il rock..) portò entrambi nell’inferno vacanziero di Jesolo, amena località della costa veneta in cui una massa di scatenati ed improbabili rokkettari si ritrovavano per una 3 giorni di musica e campeggio… il Beach Bum Rock Festival.

Passarono pochi mesi perché i due si potessero reincontrare. Lo SMAU del ‘98 fu occasione di ritrovo dei comuni amici e la nostra sfortunata ebbe la malsana idea di invitare la bolgia a casa propria. La Madre, non particolarmente allegra all’idea di vedersi devastata la casa da una massa di sconosciuti, preparò il cholent (forse sperando che la pietanza stendesse KO tutti gli invitati?)…

Il nostro, incosciente, decise di offrire il proprio aiuto alla ignara padrona di casa. Il Cholent non fece su di lui l’effetto sperato e la padrona di casa rimase positivamente sconvolta dal avvenimento. Che costui avesse lo stomaco a prova di cucina Ebraica??

Le macchinazioni del nostro stavano cominciando a funzionare: la futura suocera era già affascinata.

La data da segnare sul calendario con una nera croce di tristezza è il primo maggio 1999. Il luogo Roma, Piazza San Giovanni in Laterano. Motivo: il concerto.

Da quel giorno gli eventi iniziarono la loro corsa a precipizio…

Lei conobbe i futuri suoceri in un’altra occasione atipica. Dopo un diluvio che sommerse l’Heineken Jammin Festival di Imola, giunse alla loro casa in ciabatte e con indosso una tuta di Lui. Pulcino bagnato venne subito presa in cura dai di lui genitori.

Non trascorse molto tempo perché egli prendesse la decisione di spostare la sua vita nella grigia ed inquinata Milano. I suoi polmoni ne risentirono, ma l’umore iniziò a migliorare.

Sono passati alcuni anni, ora i due hanno una loro vita ben definita, un buon lavoro e tanta voglia di costruire un futuro. Che dire.. le difficoltà non li hanno fermati, sono cresciuti insieme ed ora han deciso di sposarsi.

Il pubblico rumoreggia, sussurra e si sorprende…. ormai nessuno ci sperava ed il loro matrimonio sembrava più un’utopia che una possibiità reale.

La serietà della vita non li coglierà impreparati…

o no????

i bimbi vi informano

abbiamo aperto un sito per il nostro matrimonio e per la nostra vita insieme..

http://www.bimboebimba.it

Dress Code

Sappiamo che possa risultare strano e forse antipatico indicare norme per l’abbigliamento dei nostri invitati, ma la cerimonia ebraica si svolgerà al Tempio centrale.

Trattandosi di un luogo di culto è buona norma osservare le norme di abbigliamento della religione stessa.

In questo senso vi diamo dei consigli su come sarebbe meglio essere vestiti e su come assolutamente non presentarsi (anche se, essendo italiani, siamo solitamente eleganti e decorosi..)

Per quel che riguarda le donne, al tempio, è richiesto che abbiano le spalle coperte. Per ottenere questo risultato sarà sufficiente, qualora indossino abiti con le spalline, l’uso di uno scialle.

Lo stesso potrà essere utilizzato anche per “celare” scollature del vestito.

Se desiderate indossare la gonna vi preghiamo di indossare gonne che arrivino almeno alle ginocchia.

Per quel che riguarda gli uomini è gradita la giacca e la cravatta, ma abbigliamento più casual non è considerato fuori luogo.

Motivo valido per vietarvi l’ingresso al tempio (non tanto per motivi religiosi ma per gusti degli sposi) sarebbe l’indossare CROCS o calzature simili… lungi da voi il silicone!

The wedding planning tunnel

– chiamare tutte le sale
– chiamare tutti i catering
– chiamare il fiorista
– chiamare per gli inviti e i birchonim
– chiamare per la macchina
– chiamare per trovare una casa
– chiamare per le bomboniere
altro??

Il Guardian lo dirà?

Non credo, quindi ve lo dico io, o amici ignoti che leggete questo sito (ma chi ve lo farà fare poi non riesco a capirlo):
il 21 dicembre 2008, prima sera di channuka, a Milano, al tempio centrale di Via Guastalla…..

Io e Micol ci sposiamo!

Ecco.. l’ho detto…

Il Guardian non lo dice ma…

da venerdì mattina si è aggiunto un altro nome ai miei 3: Yossef.
Ebbene si, dopo anni di “fatiche”, di attese e di nervosi vari, alla fine sono diventato ufficialmente ebreo.
Non ho nessuna intenzione di nascondere la cosa e quindi lo dico ad alta voce :)
Da oggi mi vedrete sempre con la Kippà sussurrando cose incomprensibili appena prima di bere o mangiare.. mi spiace per voi, ma vi toccherà sopportarmi così…
Mazal tov a tutti!

Voglio l’indice di impatto ambientale su tutte le confezioni

Un giorno, spero, verrà introdotto l’obbligo di indicare l’indice di impatto ambientale su tutte le confezioni dei prodotti che vengono venduti.
In termini di inquinamento quanto mi costa un kiwi importato dalla spagna rispetto ad una che arriva da San Donà di Piave?
Perché il prezzo dei prodotti non riflette anche i costi “nascosti” della loro movimentazione? Nascosti perché verranno pagati in futuro…

Lo dice anche il Guardian!!

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