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Posts tagged ‘Tel Aviv’

Giornata no…

L’inizio non è stato dei più incoraggianti, dormito male la notte…
Esco di casa per andare al lavoro, scendo per prendere la bicicletta che qualcuno, di notte, mi ha rubato…
Con il mio bel caschetto da ciclista ormai tristemente appeso allo zaino, mi dirigo a piedi verso la stazione… ormai praticamente arrivato mi rendo conto di essere senza kippah… e rimarrò tale per tutto il giorno dato che nei pochi minuti liberi dal lavoro non riesco a trovare dove comprarne una…
Mentre cammino, mi accorgo che il mio orologio è MOLTO indietro… è ancora ieri..
In pausa pranzo vado all’Azrieli, dove c’e’ un negozio swatch, per farmi sostituire la batteria. Ma il cambio batteria non risolve la questione. Ergo, orologio nuovo (almeno con il trade-in ho risparmiato il 20%)…

E&M missione aliyah: ?? ??? ??????

(Si legge IESH LANU MECONIT) che starebbe a dire: Abbiamo la macchina! 😀

Ieri sera, infatti, sono andato a Rehovot a recuperare la macchina dai suoi precendeti proprietari. Il passaggio di proprietà si è risolto in 5 minuti all’ufficio postale presentando il libretto della macchina (un foglio azzurro), l’atto di proprietà (un fogliettino), la carta d’identità di venditore e compratore. Pagati 196 sheqel (fanno circa 35 euro), la pratica è risolta. La postina trattiene il vecchio atto di proprietà e ne rilascia uno nuovo. FINITO!

Ora siamo felici proprietari di una Fiat Marea 1.6 ELX con cambio automatico. Colore Argento. Il prossimo passo è riuscire ad avere il pass residenti.

Nel frattempo abbiamo anche comprato la sukka ed oggi ho comprato il lulav.

Comprare il lulav è stata un’esperienza tantrica. In Kikkar Rabin, qui a Tel Aviv, hanno realizzato un mercatino di Sukkot. Un paio di postazioni per la vendita delle sukkot ed una miriade di banchetti di venditori di etroghim e “verdure” varie. La cosa più stupefacente è stato il costo totale… 90 sheqel (che fanno meno di 20 euro… vogliamo parlarne?). Ti scegli l’etrog, i rametti di mirto che preferisci, le coste di palma della lunghezza e della consistenza che più ti piacciono. Poi ti danno gli anelli per legarli assieme e l’impugnatura.

L’unica cosa che mi ha stupito è che la maggior parte degli etroghim erano verdi acerbi. Io ne ho scelto uno bello giallo, di forma regolare, senza macchie (molti ne avevano). Credo sia quasi perfetto 😀

Mistico a dir poco..

Il Tashlich

Dopo minchà del primo giorno di Rosh Hashana, o del secondo se il primo cade di shabbat (come quest’anno), si fa il tashlich.

Essenzialmente è una preghiera che va fatta davanti ad un corso d’acqua in cui vivano dei pesci (il mare od una fontana con pesci rossi van benissimo) durante la quale ci si “libera” simbolicamente dai peccati e si chiede la protezione di H. per il futuro.

A Milano è difficile farlo su di un corso d’acqua, quindi spesso lo si fa davanti ad una fontana, magari anche improvvisata. Quest’anno invece, trovandoci in Eretz, l’abbiamo fatto davanti al mare. E’ stato stranissimo, la passeggiata a mare di Tel Aviv invasa di ortodossi che facevano questa benedizione è una cosa che si vede raramente (una volta l’anno, in effetti…)

Mi sarebbe piaciuto avere una macchina fotografica, ma non l’avrei potuta usare, essendo, per l’appunto, moed.

P.S. l’ho fatta interamente in ebraico, visto che il mio machzor italiano non ha la traduzione a fronte. E’ stata una fatica, ma sono contento di esserci riuscito (anche perché non è proprio cortissima)

Up to date

Aggiornamenti della settimana:

Tisha B’av è trascorso bene, se non fosse per l’aria condizionata guasta al tempio… la lettura della meghillà di Echa è stata piuttosto suggestiva al tempio dei giovani. La lettura mattutina un tantino pesante perché il tempio di mezzo è un filo “noiosetto”. D’altra parte non si può pretendere che la facessero allegra, trattandosi di un brano particolarmente triste… vabbé…

Shabbat di nuovo con l’aria condizionata guasta al tempio, con l’aggravante che invece di fare la tefillah al pian terreno, ampio ed abbastanza fresco, hanno avuto la geniale idea di spostarci al sesto piano (ovviamente senza ascensore shabbatico…) giusto sotto al tetto, con una bella vetrata esposta al sole, comunque con l’aria condizionata a mezzo servizio e, soprattutto, con la gente stipata.

Nota di colore, sia a Tisha b’Av che a Shabbat incontro fortuito con eupilini 😀

Per il resto, siamo andati a dare un’occhiata a Rishon LeZion e Ness Ziona, carina la seconda, variegata la prima.

Ness Ziona è una piccola città, intorno ai 30mila abitanti, molto ordinata e pulita. In media le case sembrano piuttosto recenti (anche se la città ha più di 120 anni). Non è distante dal mare – circa 7km – ma non è collegata direttamente alla spiaggia.

Rishon LeZion, invece, alterna quartieri recenti con case basse, ad altri con case alte (in generale i palazzi alti sono al centro di un quadrilatero alla cui periferia vengono costruite case più basse o villette singole). La parte di città “vecchia”, invece è quasi tutta composta da palazzi di media altezza (5-7 piani) ma che dimostrano la vecchiaia e la scarsa qualità della costruzione. In generale il centro ricorda abbastanza Tel Aviv nelle parti sporche e poco curate.

I quartieri più recenti, invece, sono molto carini ed ordinati. Molto verde in giro, un quartiere commerciale molto denso di negozi e canyon (il termine ebraico con cui si indicano i centri commerciali). Tra parentesi, Rishon LeZion è dove verrà costruito il secondo negozio Ikea in Israele.

Il primo si trova a Netanya, altra città che andremo a visitare questa settimana.

Prosegue la ricerca di un’auto usata da comprare (forse abbiamo trovato una Punto 1.3 del 2002).

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