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Archive for the ‘bimbo’ Category.

De gustibus

Con libera citazione del film “Amelie”…

Ai Bimbi piace il cioccolato…

Ai Bimbi piace lo shabbat..

Ai Bimbi piace andare in campeggio..

A Bimba piace camminare sulla spiaggia la sera e sentire il rumore delle onde del mare..

A Bimbo piacciono i cani..

A Bimba piace il rumore della risata di un bambino..

A Bimbo piacciono le camminate in montagna…

A Bimba piace ballare e pogare..

A Bimbo piace giocare con i bambini..

A Bimba piace camminare in centro a Gerusalemme e osservare com’è vestita la gente..

A Bimbo piace leggere Topolino..

A Bimba piacciono le pecorelle!

A Bimbo piace la Roma (..)

A Bimba piace visitare il mondo..

Ai Bimbi piacciono la pizza, i falafel, lo shawarma, le crepes..

Ai Bimbi piace un bel giro in bicicletta..

A Bimba piace passare le ore a parlare..

A Bimbo piace passare le ore nel silenzio..

A Bimba piace girare per le bancarelle, specialmente se sono sul lungomare..

A Bimbo piace stare alla larga dalle bancarelle..

A Bimba piace la fontana di cioccolato.. anzi la adora!

Ai Bimbi piace guardare le stelle..

Ai Bimbi piace guardare il mare e Bimba non si stancherebbe mai.. (Bimbo si)

A Bimbo piace fare fotografie.. ma non farsi fotografare..

A Bimba piace guardare le fotografie.. e farsi fotografare :P

A Bimbo piacciono i pipistrelli..

Ai Bimbi non piace la matematica..

Ai Bimbi non piacciono gli ambienti fighetti..

A Bimba non piace quando si parla di computer..

A Bimbo non piace fare shopping..

Piccola peste fa danni

Anche se qualcuno preferirebbe dimenticarsene, nella giornata del 20 febbraio 1973, a Rovigo, si abbattè uno dei preggiori cataclismi che la storia moderna possa ricordare.

Nacque Edoardo

Non è dato sapere se sia stata una giornata di sole o, più probabilmente, di Polesana nebbia, fatto stà che non rimase molto a lungo nella mesopotamia d’Italia. Mamma, Papà e sorellaccia lo riportarono in men che non si dica nel “freschin” veneziano (non necessariamento migliore della nebbia polesana!).

A Favaro Veneto crebbe, crebbe e continuò a crescere… il fertilizzante aggiunto alla colazione fece il suo effetto..

Le sue giornate si snodavano tra scuola e partite a calcio con gli amici nel parchetto sotto casa… solo all’imbrunire dalle finestre delle case si affacciavano le mamme a richiamare i bimbi all’ordine per la cena. L’aria si riempiva di urla lancinanti.. “DAAAAAVIDDDDD”…. “NICCCCOOOOOOOLLLLLLOOOOOOO”… “EEDOOOOOOOOOAAAAARRDDDDOOOOOOOOOOOO…

La vita si svolse tranquilla tra elementari e medie, ma è in quarta elementare che il padre commise il suo errore più grande.. portò a casa il primo computer. Da li la situazione precipitò…Edoardo passava interminabili ore silenzioso a leggere riviste e libri in lingue a lui sconosciute (principalmente inglese) assorbendo, non si sa come, competenze che poco gli sarebbero servite dato che si riferivano a computer diversi da quello che aveva…

Già allora le sue mani correvano veloci sulle tastiere dei computer dei suoi amici. Loro non sapevano usarli, ma lui – che pure non li possedeva – si..

Alle superiori iniziò la trasformazione, la musica “adulta” lo travolse e lo sport cominciò ad attirare le sue attenzioni.. Calcio, pallacanestro e nuoto riempivano le sue giornate, altrimenti piuttosto monotone. Le prime vacanze da solo, i primi campeggi.. i suoi occhi si aprirono ad un mondo fino ad allora sconosciuto

La vita della famiglia però si spostò nuovamente nelle nebbie polesane. Il cambio di ambiente influì sul carattere del ragazzo che diventò molto più espansivo e si ricostruì agevolmente una nuova rete di amicizie. La scuola invece rimase un luogo misterioso che, quando possibile, evitava.

L’università fu un momento migliore, ma non durò a lungo: prima il servizio militare e poi il lavoro lo distrassero dallo studio.

Il Rock, che era entrato nella sua vita nei primi anni del liceo, diventò parte rilevante della sua vita durante gli anni dell’università. Fu tra il pubblico di innumerevoli concerti di Vasco ma cominciò a scoprire nuovi musicisti, tra i quali una cantantessa catanese. La frequentazione di un centinaio di suoi concerti provocò il danno..

Il resto è storia, il seguito fantascienza

Ma chi ce l’ha fatto fare

L’infausto inizio è da far risalire al 3 novembre 1997. Milano. Corso XXII Marzo. Discoteca Rolling Stone.

L’occasione è stata un concerto al quale entrambi avevano deciso di partecipare.

Galeotta fu la comune amicizia con Squalo, frequentatore emiliano di #consoli (se non sapete cosa sia sono affari vostri, IGNORANTI! Tongue out)

I nostri protagonisti non fecero fatica ad instaurare una bella amicizia, anche in considerazione della parlantina irrefrenabile di Lei. Lui rimase traumatizzato, ma non si può negare che quella serata rimase impressa nella sua memoria.

Conosciutisi dal vivo continuarono la loro conoscenza tramite i potenti mezzi della rete globbbbbale. Telecom Italia (allora SIP) ringraziava per le laute bollette che inviava ad entrambi.

Con rapide mosse e passo felino l’allora liceale sottraeva con astuzia il controllo del potente elaboratore elettronico al padre (che non ne era particolarmente contento ma cedeva di buon grado…)

Lui, svogliato studente di informatica, passava le sue ore pigramente al computer attendendo che C-40 (nome in codice della nostra infausta protagonista) apprasisse tra gli utenti del #consoli (e se continuate a non sapere di cosa si tratti, ci spiace ma non sappiamo che dirvi!).

La comune passione per il mare e per la musica di pietra (il rock..) portò entrambi nell’inferno vacanziero di Jesolo, amena località della costa veneta in cui una massa di scatenati ed improbabili rokkettari si ritrovavano per una 3 giorni di musica e campeggio… il Beach Bum Rock Festival.

Passarono pochi mesi perché i due si potessero reincontrare. Lo SMAU del ‘98 fu occasione di ritrovo dei comuni amici e la nostra sfortunata ebbe la malsana idea di invitare la bolgia a casa propria. La Madre, non particolarmente allegra all’idea di vedersi devastata la casa da una massa di sconosciuti, preparò il cholent (forse sperando che la pietanza stendesse KO tutti gli invitati?)…

Il nostro, incosciente, decise di offrire il proprio aiuto alla ignara padrona di casa. Il Cholent non fece su di lui l’effetto sperato e la padrona di casa rimase positivamente sconvolta dal avvenimento. Che costui avesse lo stomaco a prova di cucina Ebraica??

Le macchinazioni del nostro stavano cominciando a funzionare: la futura suocera era già affascinata.

La data da segnare sul calendario con una nera croce di tristezza è il primo maggio 1999. Il luogo Roma, Piazza San Giovanni in Laterano. Motivo: il concerto.

Da quel giorno gli eventi iniziarono la loro corsa a precipizio…

Lei conobbe i futuri suoceri in un’altra occasione atipica. Dopo un diluvio che sommerse l’Heineken Jammin Festival di Imola, giunse alla loro casa in ciabatte e con indosso una tuta di Lui. Pulcino bagnato venne subito presa in cura dai di lui genitori.

Non trascorse molto tempo perché egli prendesse la decisione di spostare la sua vita nella grigia ed inquinata Milano. I suoi polmoni ne risentirono, ma l’umore iniziò a migliorare.

Sono passati alcuni anni, ora i due hanno una loro vita ben definita, un buon lavoro e tanta voglia di costruire un futuro. Che dire.. le difficoltà non li hanno fermati, sono cresciuti insieme ed ora han deciso di sposarsi.

Il pubblico rumoreggia, sussurra e si sorprende…. ormai nessuno ci sperava ed il loro matrimonio sembrava più un’utopia che una possibiità reale.

La serietà della vita non li coglierà impreparati…

o no????

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