Riflessioni su Shemot

Riflessioni su Shemot

11/01/2015 0 By Edoardo

So di non avere studiato abbastanza per sapere se le mie riflessioni sono già state di altri in precedenza, ma vorrei comunque condividere una riflessione sulla Parasha di Shemot, che abbiamo letto ieri.

In questa parasha, si definisce per la prima volta Israele come la “terra di latte e miele”. Nessuno, credo, si aspetta di veder scorrere fiumi di latte o laghi di miele. Allora cosa significano latte e miele? ci ho pensato un pochino ed ecco la mia riflessione:

Il latte è un alimento completo, di “facile” reperibilità… alla fin fine basta lasciar pascolare una mucca e mungerne le mammelle. Non occorre spaccarsi la schiena. E’ il nutrimento di base, quello che ci garantisce la sopravvivenza.

Il miele, al contrario, richiede molto più sforzo, richiede di proteggersi, di scacciare le api, di estrarre il miele grezzo, lavorarlo e purificare il miele. Occorre un vero impegno per poterlo ottenere. Il miele è quello che si può avere se ci si impegna, un cibo non strettamente necessario, ma molto piacevole. E’ anche un potente antibiotico, una medicina.

Come dire, Israele offre la sussistenza di base, ma può anche offrire una vita più completa, come la dolcezza.

Vorrei però aggiungere un’altra riflessione, il latte è prodotto da una singola mucca, non occorre lavoro di un gruppo. Il miele, al contrario, è il risultato di una vera organizzazione collettiva. Dal’ape regina alle api operaie, ogni individuo dell’arnia ha un ruolo e si dedica ad eseguirlo. Il risultato è grandioso.

Fuor di metafora, Am Israel viene invitato a vivere in un paese che gli può garantire la sopravvivenza di base, ma che gli offre il top del sostentamento se si organizzeranno in una vera collettività, abbandonando il particolarismo, accettando il fatto che ognuno abbia un ruolo, che ci sia una guida e che l’obiettivo finale sia il benessere comune. Benessere fisico, ma soprattutto spirituale. Perché per le api il miele non è un cibo, è un sottoprodotto, e così per noi lo scopo della vita non dovrebbe essere il benessere fisico ma quello spirituale.

In questo senso l’arnia diventa metafora del Beit Hamikdash, dove i Kohanim ed i Leviim lavorano per il benessere di tutta Am Israel, dove l’ape regina (il Re) indica al popolo come vivere, ed il popolo si impegna a studiare ed applicare la torah.

Un ultima cosa: Le api sono pronte a sacrificare la propria vita per proteggere l’alveare contro gli invasori, sanno difendersi, si sacrificano per il bene comune. Al contario la mucca è preda indifesa dei predatori. 
Un ebreo da solo è preda di antisemiti e dell’assimilazione. L’ebreo all’interno della comunità non solo è più sicuro dal punto di vista fisico, ma anche da quello spirituale, perché il potere antibiotico del miele (lo studio della torah) lo terrà lontano da quella forza attrattiva verso assimilazione che rischia di farlo scomparire.

Am Israel Hai.