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La sconfitta morale di Israele ci perseguiterà per anni – Risposta ad Amira Hass

Scrivo in risposta ad un articolo di Amira Hass pubblicato da Internazionale e ripubblicato sul suo profilo Facebook da un’artista di cui ho profondissima stima.
Scrivo qui e non sul suo profilo per dare più possibilità di diffusione.

Inizio con il confutare alcune inesattezze di Amira Hass e passerò poi ad esprimere il mio punto di vista.

Scrive Amira Hass:

Dal momento in cui scrivo queste parole (il 26 luglio) al momento in cui voi le leggerete i morti saranno più mille (di cui il 79-80 per cento civili).

Non lo dico io ma giornalisti seri che si sono presi la briga di controllare le liste dei morti diffusi da Hamas: I morti civili sono molti meno, i miliziani sono ben oltre il 60 percento.

Di quanto aumenterà il conto? Dieci morti? Diciotto morti? Altre tre donne incinte? Altri cinque bambini, con gli occhi socchiusi, la bocca spalancata e i denti da latte sporgenti, con le magliette che grondano sangue mentre i corpi vengono portati via, ammassati su una barella? Se vincere significa costringere l’avversario a caricare i bambini massacrati su un’unica barella (perché le barelle non bastano) allora il capo di stato maggiore Benny Gaz e il ministro della difesa Moshe Ya’alon hanno vinto, e insieme a loro hanno vinto tutti quelli che li ammirano.

Assolutamente vero, la morte di bambini e donne è certamente un orrore, ma la domanda è cosa ci facessero li.
Israele utilizza tecniche di tutti i generi per evitare i morti civili. Tecniche che nessun altro esercito al mondo utilizza e che tutti gli esperti militari e di diritto internazionale ritengono molto più efficaci di quelle usate da chiunque altro.
Allora perché ci sono morti civili? Perché Hamas (che ricordo è un’organizzazione terroristica) impedisce loro di abbandonare la zona, li invita sulle proprie televisioni a non abbandonare le abitazioni quando ricevono gli avvisi telefonici
Hamas lancia missili alla presenza di bambini ben sapendo che poco dopo ci sarà una reazione per colpire il punto di lancio. Per quanto i droni aiutino ad evitare di colpire in presenza di civili, capita che non vengano visti.

I bambini morti sono la sconfitta prevalentemente di Hamas, non di Israele.

Un premio spetta anche alla startup nation, per aver riportato il minor numero possibile di notizie nonostante tutti mezzi d’informazione internazionali disponibili. 

Pura mistificazione che dovrebbe invece essere invertita parlando di testate giornalistiche europee dove il conflitto viene sistematicamente ignorato fino a quando Israele reagisce al incessante lancio di missili. Sistematicamente sui quotidiani italiani viene distorta la realtà attribuendo ad Israele la rottura delle tregue quando invece è Hamas a non interrompere il lancio di missili.

In Israele i telegiornali e la radio riportano in continuazione le opinioni di entrambi gli schieramente, fanno parlare arabi come cristiani, drusi ed ebrei. La stessa Amira Hass scrive di continuo sul secondo giornale più diffuso d’Israele, Haaretz.

Scrive ancora la Hass, ma non la riporto che l’esercito Israeliano si sente in diritto di colpire abitazioni ed ambulanze in forza dei consigli dei legali di diritto internazionale che la aiutano, che per lo stesso motivo si sente in diritto di colpire le ambulanze.

E’ vero, l’esercito israeliano ha dovuto dotarsi di un contingente di avvocati per poter capire se quel che sta facendo sia accetatbile legalmente o meno. Israele è sotto la lente d’ingrandimento di tutte le ONG ed i pacifisti per il più piccolo starnuto, ONG e pacifisti che però ignorano qualsiasi altro conflitto, dalla Siria al Iraq solo per citare quelli più sanguinosi al momento.

Ora invece parliamo di chi davvero verrà perseguitato dalla sua sconfitta morale, e non sarà Israele.

Israele è uno stato dove il 20% dei cittadini è arabo, il 15% circa arabo mussulmano (esistono anche arabi non mussulmani se non lo sapeste…). Israele è li paese dove questi cittadini arabi mussulmani, pur non essendo felici di essere israeliani (il 56% si dice non felice della cittadinanza) non prenderebbero in considerazione di spostarsi un altro paese arabo (il 77% dice che in Israele gode di libertà altrove inesistenti e per questo non ha intenzione di andarsene). Israele è il paese dove gli arabi sono rappresentati in parlamento e dove la loro parlamentare può esprimere posizioni antisioniste pesantissime.

La sconfitta morale è invece della comunità internazione, ONU in primis, che ha permesso ad Hamas di nascondere il suo arsenale nelle scuole, e di creare centri di Comando e Controllo al interno degli ospedali.
L’Onu permette ad Hamas di organizzare campi estivi – quest’ anno hanno partecipato 120mila ragazzi tra i 10 ed i 15 anni – dove le attività non sono giocare a calcetto o andare in piscina, bensì imparare a lanciare i razzi, maneggiare armi, cantare slogan d’ odio.

La sconfitta morale è invece della comunità internazionale, e del ONU in primis, che han permesso ai dirigenti di Hamas di accumulare ricchezze sottraendo gli aiuti internazionali, che han permesso di usare il cemento degli aiuti internazionali per costruire costruire una rete di tunnel che si estende centinaia di kilometri allo scopo di “nascondere” le armi e di infiltrarsi in Israele per compiere attentati contro Kibbutzim e comunità che si trovano vicine al confine. Tunnel che costano milioni di dollari al kilometro, soldi che potevano essere investiti nel educazione e nella salute invece che nel’odio.

La sconfitta morale è invece della comunità internazionale che ha permesso ad Hamas di spendere le decine di miliardi di dollari in aiuti internazionali nel acquisto e costruzione di missili destinati ad essere lanciati sulla popolazione di civile israeliana.

La sconfitta morale è invece della comunità internazionale e del ONU che chiude gli occhi di fronte ai massacri che si compiono a poche centinaia di kilometri da noi ma coglie la palla al balzo per lavarsi al coscienza incolpando l’unica democrazia del medio oriente, l’unico porto sicuro per la comunità LGBT araba, l’unico luogo del medio oriente in cui la libertà di parola sia garantita.

Io, da cittadino Italiano di estrama sinistra, residente in Israele, non mi sento minimamente di incolpare l’esercito Israeliano di alcun crimine. Questa volta ogni soldato in azione era dotato di telecamere, ogni azione aerea filmata da un drone, ogni comunicazione radio registrata. Se ci sarà un indagine internazionale Israele saprà dimostrare la propria condotta come intonsa.

Cari amici, volete che Gaza torni ad essere un bel posto dove vivere? Tagliate l’ossigeno ai terroristi perché, come ha detto il primo ministro israeliano “Se Hamas deponesse le armi, due minuti dopo regnerebbe la calma. Se Israele deponesse le armi, due minuti dopo cesserebbe di esistere”.

 

22 Comments

  1. Roberto Avanzi:

    Il link all’articolo de il Post sui numeri dei morti civili non funziona. Ci sono dei caratteri estranei e cliccare porta ad un “OOOPS”. Link corretto: http://www.ilpost.it/davidedeluca/2014/07/28/israele-sta-davvero-cercando-risparmiare-i-civili/

  2. barbara:

    Bello, questo me lo rivendo.

  3. Marco:

    Grazie Edoardo, sono arrivato a questo articolo passando da un post di Cristina Donà… Ho capito di più, molto di più da te che leggendo il corriere o repubblica. Ciao

  4. Serena:

    “Allora perché ci sono morti civili? Perché Hamas (che ricordo è un’organizzazione terroristica) impedisce loro di abbandonare la zona”. Certo, e ovviamente Hamas chiede e gli abitanti obbediscono (evidentemente sono tutti aspiranti suicidi, questi palestinesi). Non sarà magari che a Gaza non c’è un solo posto sicuro dove andare? I rifugi vengono bombardati, le scuole vengono bombardate, gli ospedali vengono bombardati (secondo Medici senza frontiere gli ospedali bombardati finora sono almeno 23). Il confine con l’Egitto è chiuso, così come i check point e l’accesso al mare. Mi chiedo dove pensi che possano andare. Se per te chiudere della gente (tanta gente) in un recinto minuscolo, sottoporlo a embargo, e poi bombardarlo non è un crimine, non oso pensare quante altre cose molto meno gravi sei capace di giustificare.

  5. admin:

    I gazani non hanno dove andare, se non nei rifugi del ONU.
    Vero.
    Questo comporta che Israele non possa dar la caccia a chi lancia razzi?

  6. Serena:

    Per “dare la caccia” intendi “bombardare le abitazioni/scuole/ospedali dove c’è/ci potrebbe essere qualcuno di Hamas”?
    Questa strategia non solo è disumana, ma è anche controproducente. Dopo che gli hai ammazzato la famiglia, pensi che un ipotetico sopravvissuto sia più propenso ad accettare di buon grado l’occupazione israeliana oppure a prendere in considerazione l’idea della resistenza armata? Guarda a cosa hanno portato le “guerre al terrorismo”. Saddam era uno spietato dittatore? Sicuramente. Ma guarda cosa succede ora in Iraq, grazie alla guerra di liberazione. Quando in Alto-Adige mettevano le bombe perché rifiutavano l’annessione all’Italia, ti pare che lo Stato italiano abbia raso al suolo Bolzano? O abbia negoziato per un’autonomia sostanziale che ha messo fine (all’istante) agli attacchi?
    Israele può sconfiggere Hamas in un solo gesto, se solo ne accettasse le richieste più che legittime (ritiro dei coloni, allargamento della zona di pesca, libertà per i prigionieri, ecc.), ma alla negoziazione preferisce la guerra. La conseguenza è che Hamas raccoglie sempre più consensi e Israele continua ad alzare il tiro degli attacchi. Non ti sembra una strategia cieca e del tutto insensata?
    Ti pare che le richieste di Hamas non siano legittime?

  7. admin:

    Cara Serena,
    Hamas se avesse voluto il bene dei Gazani, non avrebbe speso miliardi in missili ed in tunnel dai quali infiltrarsi per compiere atti di terrorismo.
    Se Hamas avesse usato gli aiuti internazionali per gli scopi previsti, non ci sarebbe blocco navale, non ci sarebbe controllo così stretto delle importazioni.
    Quando Israele si ritirò da Gaza, nessuna di queste limitazioni esisteva, vennero imposte dopo un anno come conseguenza dei quotidiani lanci di razzi.

    Hamas costringe la gente a restare a far da scudi umani, certamente non ci restano volontariamente.

    Le richieste di Hamas sui “diritti umani” sono legittime se corrispondono ad un non approvittarsene per riarmarsi.
    La liberazione dei terroristi dalle carceri israeliane è pura propaganda.

    La guerra al terrorismo è difficile da combattere quando il terrorista si nasconde tra i civili. Ragionare di guerra al terrorimso come se fosse guerra tra eserciti è fuoriviante perché il terrorismo si comporta con metodi ed etica totalmente diversa.

    A Gaza si starà bene, potranno commerciare liberamente e vivere una vita libera quando si libereranno dei gruppi di terroristi, non quando sparirà Israele.
    Se anche dovesse sparire Israele – come si augurano Hamas & C. – la loro vita non migliorerà, peggiorerà ulteriormente e quello che succede oggi in Siria o in Iraq o in Libia o in Sudan, dovrebbero farvi fa buon trailer.

    Accusare sempre e solo Israele è semplicemente un modo troppo comodo per lavarsi la coscienza

  8. Serena:

    Il terrorista si nasonde sempre tra i civili, qualunque sia il gruppo di cui fa parte e qualsiasi sia la sua nazionalità. In caso contrario si tratterebbe di un esercito regolare, e non di un gruppo terrorista. Pensi che gli autonomisti sudtirolesi andassero in giro con un cartello ben visibile “sto andando a piazzare una bomba”? L’impossibilità (o difficoltà) nell’identificarli non giustifica comunque le bombe sui civili (che sono altrettanto immmorali degli attacchi terroristici ai civili).
    I tunnel sono una necessità pratica per riuscire a far entrare a Gaza beni di prima necessità che altrimenti non sarebbero reperibili. Passano anche materiali per costruire missili? Sicuramente. D’altronde è un po’ ingenuo pensare che una popolazione sotto embargo, controlli militari e bombardamenti non cerchi di armarsi, non ti pare? È un po’ troppo comodo addossare ad Hamas la responsabilità della situazione quando è palese chi ha il coltello dalla parte del manico. Non si può pensare che una popolazione oppressa non si ribelli mai.
    I palestinesi non si augurano la sparizione di Israele, questa è semplice propaganda che niente ha a che vedere con la realtà. I palestinesi chiedono solo giustizia e libertà, di riavere indietro le proprie terre e di non vivere in un regime di apartheid nel loro stesso paese. E tutto questo non è Hamas a negarglielo. Se Israele non avesse sistematicamente sabotato tutte le trattative di pace con l’OLP, Hamas ora sarebbe un gruppetto di estremisti del tutto irrilevante.

  9. admin:

    L’impossibilità (o difficoltà) nell’identificarli non giustifica comunque le bombe sui civili (che sono altrettanto immmorali degli attacchi terroristici ai civili).
    Scusa, ma spiegami: l’esercito non può entrare a fare una retata terrestre perché altrimenti è occupazione. Non li si può colpire dal cielo… cosa dovrebbero fare? giocare a morra cinese?

    I tunnel sono una necessità pratica per riuscire a far entrare a Gaza beni di prima necessità che altrimenti non sarebbero reperibili.

    Non è vero, dal valico di Kerem Shalom passano giornalmente circa 1600 tonnellate di beni. I tunnel verso l’Egitto vengono usati per far entrare principlamente armamenti e solo secondariamente beni “commerciali” con i proventi dei quali poi Hamas si finanzia. Il tunnel verso Israele non hanno assolutamente altro scopo che quello terroristico.

    Non si può pensare che una popolazione oppressa non si ribelli mai
    Non mi sorprende affatto la ribellione, che però non dovrebbe essere diretta ad Israele ma ad Hamas.

    I palestinesi non si augurano la sparizione di Israele, questa è semplice propaganda che niente ha a che vedere con la realtà. I palestinesi chiedono solo giustizia e libertà, di riavere indietro le proprie terre e di non vivere in un regime di apartheid nel loro stesso paese.
    Mi piacerebbe darti ragione, e sono sicuro che i Palestinesi non vogliano la sparizione di Israele, non la maggioranza almeno. Il problema è che se a scuola si insegna che la Nakba vuol dire tirare sassi e sgozzare gli ebrei… vedo poca via d’uscita.

    Quello che ti posso garantire è la stragrande maggioranza degli israeliani spera in una soluzione che permetta ai gazani di vivere la loro vita pacifica con commerci liberi e libera circolazione tra Israele e Gaza. Poi ci sono gli estremisti in Israele come tra i Gazani.

  10. Serena:

    Oh dai, non offendere la mia intelligenza fingendo che chi critica l’occupazione stia parlando delle retate per catturare un terrorista. Sono due cose ben diverse. Per non parlare del fatto che, se non vivessero in una situazione fatta di soprusi quotidiani da parte di Israele, i palestinesi stessi sarebbero ben felici di isolare Hamas.
    “Non è vero, dal valico di Kerem Shalom passano giornalmente circa 1600 tonnellate di beni.” Parli del valico chiuso 4 giorni fa? Questi palestinesi non sono mai contenti, eh? Hanno un bel valico da cui passa un camion al giorno, quando non è chiuso, ovviamente, e ancora si lamentano. Sono proprio dei bambini viziati.
    “Il problema è che se a scuola si insegna che la Nakba vuol dire tirare sassi e sgozzare gli ebrei… vedo poca via d’uscita.” Scusa, ma in quali scuole si insegnerebbe questa cosa?
    Hanno fatto uno studio sui testi scolastici, ed è venuto fuori che su 94, solo 6 si riferiscono in termini dispregiativi agli israeliani. Ed è anche venuto fuori che su 74 libri di testo israeliani 27 hanno riferimenti dispregiativi verso i palestinesi.
    http://forward.com/articles/170451/palestinian-textbooks-dont-vilify-jews-new-study-r/?p=all
    Ovviamente ogni testo scolastico, in ogni epoca e in ogni parte del mondo, è sempre più o meno di parte. Quindi non fingiamo che i poveri bambini palestinesi vengano indottrinati, mentre i liberi bambini israeliani ricevano un’istruzione laica e del tutto neutrale.

  11. Serena:

    Ad esempio, di come venga usata la retorica “siamo un paese di agnelli circondato da lupi” nelle scuola israeliane ne parla anche un’ebrea italiana, trasferitasi in Israele da bambina, in questo articolo: http://www.anpi.it/media/uploads/patria/2012/12-17_SIMONA_SERMONETA_primopiano_arabi-israeliani.pdf

  12. admin:

    A gaza non c’è occupazione. C’è embargo ed è molto diverso.
    Il valico di Kerem Shalom non è mai stato chiuso, neppure quando in questi giorni era perennemente preso di mira dai lanci di granate.
    Se non vuoi che la tua intelligenza venga offesa, semplicemente smettila di non guardare, abbassa un minuto le difese e ammetti che gli Israeliani non possono essere malvagi come li dipingi.
    Di camion ne passano oltre 300 al giorno ed Israele già 2 anni fa era pronta a raddoppiare la quota, peccato che Hamas non abbia mai ampliato il suo lato di valico.
    Ripeto, se gli aiuti fossero stati usati non per costruire tunnel e comprare migliaia di missili, probabilmente oggi Gaza sarebbe un’oasi e non ci sarebbe alcun blocco.
    Far finta di niente giustificando il terrorismo come resistenza è semplicemente stupido.

    Sull’educazione, pouoi fare tutte le analisi che vuoi, ma quando i risultati sono questi io la speranza faccio fatica a mantenerla:
    https://www.facebook.com/photo.php?v=813821138652002

  13. admin:

    Non saremo più un paese di agnelli circondati da lupi, ma sicuramente i nostri vicini non ci augurano una lunga e prosperosa vita. Di 5 guerre che hanno costellato la storia di Israele nessuna ha visto Israele quale aggressore, sempre come aggredito.

    Puoi parlare quanto vuoi di esplusioni, espropri, cacciate, ma i 2 milioni di arabi che vivono in Israele sono la dimostrazione vivente che Israele non discrimina.

  14. Serena:

    Aspetta, io non ho mai detto che gli israeliani siano malvagi. Ho detto che Israele (che non è sinonimo de “gli israeliani”, così come Hamas non è sinonimo de “i palestinesi”) sta occupando militarmente un territorio che non gli appartiene, e sta controllando, direttamente o indirettamente, quel poco che rimane in mano ai palestinesi.
    Il valico di Kerem Shalom è stato più volte chiuso nel corso degli anni, l’ultima qualche giorno fa: http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/08/01/radio-israeliana-chiuso-valico-kerem-shalom_fRMVO4LqPUQ3KYp6fBbiBL.html?refresh_ce
    Ma ovviamente anche questo è colpa degli attacchi di Hamas, quindi alla fin fine se i palestinesi muoiono come mosche e non hanno né cibo né medicine è solo colpa loro, no?
    “Puoi parlare quanto vuoi di esplusioni, espropri, cacciate, ma i 2 milioni di arabi che vivono in Israele sono la dimostrazione vivente che Israele non discrimina.” Non capisco come le due cose siano collegate. In Italia ci sono 120mila rom e sinti, e vengono costantemente discriminati, esattamente come succede in Israele per i cittadini arabi.
    “Di 5 guerre che hanno costellato la storia di Israele nessuna ha visto Israele quale aggressore, sempre come aggredito.” Sì, anche i coloni europei in America erano, chissà perché, continuamente attaccati dai nativi. Non credo però si possa dire che fossero esattamente delle vittime, visti i risultati. Ed è una strana vittima, quella che allarga i suoi confini e la sua sfera di influenza, non ti pare? La posizione della vittima è anche difficile da argomentare di fronte all’enorme squilibrio di numeri di civili uccisi da una parte e dall’altra.
    “Ripeto, se gli aiuti fossero stati usati non per costruire tunnel e comprare migliaia di missili, probabilmente oggi Gaza sarebbe un’oasi e non ci sarebbe alcun blocco.”
    Israele ha governato la striscia di Gaza dal 1967 al 2005. Hamas è nata alla fine degli anni ’80, quindi per favore non ribaltiamo le cose. Hamas è nata in risposta a un’occupazione, non viceversa. Mi vuoi forse dire che la Striscia di Gaza era un paradiso finché non è spuntata Hamas dal nulla?
    Israele si nasconde sempre dietro alla retorica del fatto che non si può non reagire a continue provocazioni. Vero. Ed è esattamente quello che pensano anche i palestinesi stufi dei continui soprusi che nel 2006 hanno votato per Hamas.

  15. barbara:

    1. L’annessione dell’Alto Adige all’Italia è del 1919, la prima bomba è del 1956: dire che “mettevano le bombe perché non accettavano l’annessione all’Italia” mi pare un tantino azzardato.

    2. La concessione dell’autonomia è del 1972, l’ultima bomba è stata fatta esplodere nel 1988: dire che la concessione dell’autonomia ha “messo fine all’istante” al terrorismo mi pare un tantino azzardato.

    3. Il terrorismo altoatesino ha provocato dei morti, ma l’obiettivo principale sono quasi sempre state le strutture (i tralicci dell’alta tensione), la maggior parte dei morti è stata accidentale.

    4. L’obiettivo dell’Alto Adige era di staccarsi dall’Italia, NON di distruggerla, meno che mai di sterminare tutti gli italiani del pianeta, in Italia e fuori.

    CONCLUSIONE: quando si parla di cose che non si conoscono, si dicono delle mastodontiche stupidaggini.

    PS: Vedo che Edoardo ha una pazienza sconfinata; io non l’avrei: con chi è disinformato sono pronta a spendere tutto il tempo che serve, con chi è in malafede e capovolge intenzionalmente TUTTI i fatti, neanche mezzo secondo.

  16. Sara:

    “I morti civili sono molti meno, i miliziani sono ben oltre il 60 percento”

    questa da che fonte viene? su 1800 morti (anche se ora sono molti di più e senza citare gli oltre 5mila feriti, molti dei quali sono futuri morti….) il 60% significa che circa 1100 delle 1800 persone uccise erano miliziani. Restano quindi oltre 400 bambini (i cui nomi sono stati presentati da Save the Children) e un circa 300 “civili” che includono donne/uomini/anziani. ma non lo capite da soli quando scrivete delle scempiaggini?

  17. admin:

    la fonte è linkata.

  18. Serena:

    “L’obiettivo dell’Alto Adige era di staccarsi dall’Italia, NON di distruggerla, meno che mai di sterminare tutti gli italiani del pianeta, in Italia e fuori.” E l’obiettivo della Palestina è l’autodeterminazione. Quindi di cosa stiamo parlando esattamente? Se pensi che i palestinesi vogliano sterminare gli ebrei, o non ne hai mai incontrato uno, oppure la propaganda di Israele è veramente efficace.
    Sull’Alto Adige hai ragione, ho tagliato con il coltello. Resta il fatto che il Befreiungsausschuss Südtirol (circa 1956-1969) osteggiava la costruzione di case popolari che favorivano la migrazione nella provincia degli (altri) italiani, che il gruppo ha perso sostanziale potere dopo l’approvazione del Südtirol-Paket (1962-1969), che Bolzano non è stata rasa al suolo, e che la provincia non è stata messa sotto embargo. Continua a sembrarmi un paragone calzante, con l’ovvia differenza che i cittadini di lingua tedesca non sono mai stati scacciati dalle loro case, non hanno mai avuto le loro libertà limitate, né hanno mai subito quotidiani soprusi. Insomma, per ragioni molto meno legittime hanno ricevuto una risposta molto meno violenta di quella che oggi ricevono i palestinesi per il semplice fatto di abitare una terra voluta da qualcun’altro.

  19. AnnyPan:

    La fonte di questa informazione purtroppo rimanda a un link non funzionante, potresti correggerlo? Grazie 😉

  20. barbara:

    Se l’obiettivo palestinese è l’autodeterminazione e la creazione di uno stato di Palestina, perché lo hanno rifiutato nel 1936? Perché lo hanno rifiutato nel 1939 (quando, con il libro bianco, era stata cancellata ogni ipotesi di stato ebraico e veniva proposta loro tutta l’area)? Perché lo hanno rifiutato nel 1947? Perché lo hanno rifiutato nel 1967? Perché lo hanno rifiutato nel 1973? Perché lo hanno rifiutato nel 2000? Perché lo hanno rifiutato nel 2001? E sarebbe propaganda quella israeliana?!

  21. Serena:

    Non buttiamo tutto in un unico calderone. Nel 1936 e nel 1939 manco esisteva lo stato di Israele, quindi per i palestinesi l’idea di dover, un giorno, reclamare le terre in cui abitavano non era manco passata per la testa. Per altro, i palestinesi non sono nemmeno mai stati invitati alle varie discussioni sulla migrazione ebraica in palestina. Insomma, difficile accettare qualcosa su cui nessuno ha manco chiesto il tuo parere, non credi?
    Nel 1947 i palestinesi hanno protestato per la perdita di quasi metà delle terre, incluso l’accesso al Lago Tiberiade che è il maggior bacino idrico in una zona largamente desertica. Ti stupisce che fossero contrari? A me non tantissimo, sinceramente. Un po’ come quando gli europei si sono presi tutta la parte sud del Canada lasciando ai nativi le terre ghiacciate del nord. Un gesto carino, eh? Chissà perché i nativi non erano d’accordo…
    Nel 1947 l’accordo si basava sul ritiro di Israele dai territori occupati, cosa che Israele si è rifiutato di fare, quindi c’era poco da negoziare.
    Dal 1967 in poi la cosa un po’ si ripete, visto che a questo punto Israele controlla gran parte del territorio, le negoziazioni non fanno menzione (o la fanno di sfuggita) del problema dei rifugiati e del loro diritto a tornare a casa (cosa che ovviamente Israele non ha mai voluto permettere, altrimenti si troverebbe una maggioranza di cittadini arabi e dio ce ne scampi). Per altro mi chiedo che senso abbia proporre soluzioni in cui i palestinesi hanno sempre meno terra, sempre meno autonomia di movimento e sempre meno possibilità di tornare a casa se questi problemi erano presenti fin dalle prime negoziazioni. Hai presente quando si contratta sul prezzo? Di solito ci si viene incontro, non è che si rincorre il commerciante su un prezzo sempre più alto. O sbaglio? E se io ti dico che 200€ sono troppi per quello che mi offri, davvero ti stupisci se ti dico che anche 250, 300 e 400€ sono troppi?

  22. barbara:

    Capisco: se i fatti non si accordano con le tue fantasie, tanto peggio per i fatti. E qui passo e chiudo, perché su simili capovolgimenti della storia e della cronaca non vedo davvero possibilità di dialogo.

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