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Scioperi, ministeri e giudici

Qui in Israele, da qualche giorno, si svolge uno sciopero generale ad oltranza. Il motivo dello sciopero è il trattamento dei lavoratori interinali presso uffici pubblici e privati che, talvolta eseguendo gli stessi compiti dei loro colleghi dipendenti diretti, si trovano a lavorare a condizioni nettamente peggiori, sia dal punto di vista economico che da quello del wellfare.

Allo sciopero partecipano la gran parte dei dipendenti pubblici rappresentati dalla Histadrut (il sidacato dei lavoratori pubblici) che molti lavoratori di aziende private ex-pubbliche (Egged, Dan, Banche varie…). Quello che distingue lo sciopero israeliano da quello italiano (il resto del mondo non saprei) è un giudice.

La presidentessa del tribunale del lavoro ha ordinato al Ministero delle finanze ed al Histadrut, di portare avanti dialoghi ad oltranza. Ogni giorno ogni parte deve presentare memorie scritte sui progressi ed il giudice, di giorno in giorno, decide se lo sciopero possa continuare e quali uffici/aziende possano prenderne parte. Dopo 3 giorni di stop dei treni, oggi la rete ferroviaria ha ricominciato il servizio, ma è stata sostituita dalle due reti di trasporto automobilistico maggiori, Egged e Dan, che garantiscono, oltre alla gran parte del trasporto interurbano, anche la stragrande maggioranza di quello urbano.

L’eccezionalità è proprio nel potere e nel rispetto delle ordinanze di un giudice. Il giudice non si permette di entrare nel merito della disputa o degli accordi – non li giudica, ma prende la parte dei cittadini, costringendo le parti a trattare e, soprattutto, cercando di ridurre al minimo ragionevole i disagi per il pubblico. Oggi, qualora non si sblocchi la situazione, mi aspetterei che ordini – per ragioni di salute pubblica – la ripresa della raccolta della spazzaura (che, tra parentesi, a Netanya non si è mai fermata per quel che vedo..).

Una parte degli accordi già presi durante i colloqui riguarda l’assunzione da parte dell’amministrzione pubblica di circa 300mila lavoratori interinali che svolgono funzioni che dovrebbero essero svolte da personale in pianta organica e che invece, per questioni di budget, erano delegate a società esterne. Allo stesso modo dovrebbero essere internalizzati lavoratori delle pulizie ed altro.

Tutto questo fa molto contrasto con le norme di austerità richieste alla grecia, dove il settore pubblico deve dimagrire di 150mila unità, lo stipendio minimo verrà ridotto del 20% e gli stipendi verranno congelati fin quando il tasso di discoccupazione non scenderà sotto il 10% (attualmente è intorno al 19%). Non ho idea di come queste norme possano anche solo lontanamente aiutare l’economia greca comunque…

Fa davvero strano vedere che uno stato così piccolo riesca a mantenere tassi di crescita da tigre asiatica, possa garantire un assistenza sanitaria ottima ed universale e possa pensare di gestire l’internalizzazione di 300 mila lavoratori…

D’altra parte questo va a scapito di altre spese… il taglio dei finanziamenti per la sicurezza ha cancellato l’ordine per 2 batterie del Iron Dome che avrebbero dovuto essere piazzate in Galilea (che con i venti che arrivano dalla Siria non sarebbero proprio stati fuori posto…)

 

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