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Archive for the ‘Io’ Category.

Giornata no…

L’inizio non è stato dei più incoraggianti, dormito male la notte…
Esco di casa per andare al lavoro, scendo per prendere la bicicletta che qualcuno, di notte, mi ha rubato…
Con il mio bel caschetto da ciclista ormai tristemente appeso allo zaino, mi dirigo a piedi verso la stazione… ormai praticamente arrivato mi rendo conto di essere senza kippah… e rimarrò tale per tutto il giorno dato che nei pochi minuti liberi dal lavoro non riesco a trovare dove comprarne una…
Mentre cammino, mi accorgo che il mio orologio è MOLTO indietro… è ancora ieri..
In pausa pranzo vado all’Azrieli, dove c’e’ un negozio swatch, per farmi sostituire la batteria. Ma il cambio batteria non risolve la questione. Ergo, orologio nuovo (almeno con il trade-in ho risparmiato il 20%)…

Ultimi aggiornamenti:

Allora, oggi, con l’aiuto di mio padre, ho montato a parete il televisiore, montato il lampadario in camera da letto (e sostituito un pezzo rotto dopo essere andato al negozio per il cambio), cambiate gli interruttori della luce in camera della bambina….

Ah, si, giusto… E’ NATA MIA (NOSTRA) FIGLIAAAAAA 😀

Il 23 dicembre (7 tevet) alle ore 20.28 (o 20.29 a seconda del foglio dell’ospedale che si guarda, ma io sono sicuro che l’orologio facesse le 28), è nata la nostra dolcissima RUTH.
3 kili e 370 grammi (poi calati a 3.140 e già risaliti a 3.250) di dolcezza.
Dorme e mangia come ogni neonato che si rispetti; sporca un numero indescrivibile di pannolini facendo cacca e pipì ogni volta che la si prende in mano per cullarla un po’.

E’ buona e tranquilla come lo erano i suoi genitori.

Ruth Marascalchi

Ruth Marascalchi

IKEA, missione (quasi) riuscita

Ieri siamo stati all’IKEA a comprare i mobili.
Un paio di curiosità:
1. qui si paga per i mobili ordinati agli angoli del piano superiore prima di scendere a quello inferiore. In questo modo in magazzino cominciano subito a preparare i carrelli e non tocca aspettare mezza giornata in coda per la consegna;
2. non tutti i mobili che ci sono in Italia ci sono anche in Israele (credo però che il contrario non sia vero);
3. il ristorante è Kasher LeMehadrin;

Detto questo: abbiamo comprato un bel po’ di roba. Non abbiamo ancora finito, occorrerà ancora un giretto o due, ma il grosso (ed ingombrante) è a casa.
Diversamente dalle precendenti esperienze Italiane, qui consegnano in meno di un giorno, nello specifico, pagato ieri sera verso le 6, consegna stamani alle 7.40!
8 carrelli di roba!

Ora è tutto stipato in sala in attesa che la tinteggiatura abbia fine.

Ikea@Home

Ikea@Home

Habemus Sukka

Dopo un lungo chiedersi dove l’avremmo potuta comprare, ieri pomeriggio, mentre ci recavamo a fare una visita medica, abbiamo chiesto ad un tassista (dotato di kippà, quindi attendibile) dove ne potessimo trovare. Questo ci pensa un po’ e poi ci dice “sicuramente lo trovate da ACE, mia sorella l’ha comprata li l’anno scorso”.

Così, stamane, dopo aver fatto la spesa allo Shufersal, siamo partiti in direzione porto per tentare l’acquisto. Per fortuna il tentativo è andato a buon fine. Abbiamo comprato una sukka in alluminio, con lo Shkach supportato da aste di bambù. Sarà 4m per 2.5m, abbastanza grande per mangiarci e dormirci (voglio almeno provarci).

Ora per prepararmi a Sukkot mi resta da comprare Lulav ed Etrog…

Ora che siamo possessori di capanna, possiamo concentrarci a mente libera sullo shabbat che ci aspetta e, soprattutto, su Yom Kippur.

Shabbat Shalom veGmar Hatima Tova LeKulam.

E&M missione aliyah: Habemus TZ

Ieri pomeriggio, dopo l’Ulpan, sono riuscito ad andare al Misrad HaPnim per prendere la carta d’identità (Teudat Zehut). Non so come siano gli impiegati del ministero quando ormai sei israeliano, ma finché sei un nuovo immigrato ti trattano tutti con estrema cortesia 😀

Oggi, invece, son riuscito ad iscrivermi all’assistenza sanitaria (kupat holim) e, già che ero in posta, ho comprato anche l’easypark, il parcometro elettronico che si usa da queste parti. E’ molto intelligente perché tra le varie cose si può impostare la città in cui ci si trova ed il costo orario. Quando poi lo si ricarica, è possibile accedere via internet all’elenco delle soste effettuate. In questo modo è possibile, eventualmente,  contestare una multa.

Cosa rimane da fare?

Andare al Misrad Haklità (ufficio per l’assorbimento) per avere il voucher per l’Ulpan (la scuola di ebraico). Senza quello dovrei pagare il corso. Per fortuna all’Ulpan Gordon hanno accettato di farmi cominciare prima dell’Aliyah, con la promessa che gli avrei portato il voucher il prima possibile. Il vero problema è che senza il voucher non mi danno i libri… :(

Per il resto tutto procede bene. Ho scoperto dove andare a comprare una sukka (cosa che farò sperabilmente domani).

Il Tashlich

Dopo minchà del primo giorno di Rosh Hashana, o del secondo se il primo cade di shabbat (come quest’anno), si fa il tashlich.

Essenzialmente è una preghiera che va fatta davanti ad un corso d’acqua in cui vivano dei pesci (il mare od una fontana con pesci rossi van benissimo) durante la quale ci si “libera” simbolicamente dai peccati e si chiede la protezione di H. per il futuro.

A Milano è difficile farlo su di un corso d’acqua, quindi spesso lo si fa davanti ad una fontana, magari anche improvvisata. Quest’anno invece, trovandoci in Eretz, l’abbiamo fatto davanti al mare. E’ stato stranissimo, la passeggiata a mare di Tel Aviv invasa di ortodossi che facevano questa benedizione è una cosa che si vede raramente (una volta l’anno, in effetti…)

Mi sarebbe piaciuto avere una macchina fotografica, ma non l’avrei potuta usare, essendo, per l’appunto, moed.

P.S. l’ho fatta interamente in ebraico, visto che il mio machzor italiano non ha la traduzione a fronte. E’ stata una fatica, ma sono contento di esserci riuscito (anche perché non è proprio cortissima)

E&M Missione alyiah: sono israeliano anche io!

Ieri pomeriggio, ore 16.50, il volo El-Al LY382 da Milano è atterrato al aereoporto internazionale Ben Gurion (NATBAG per gli amici). Su quel volo c’era il sottoscritto, con i suoi 48 kili di bagaglio.

Salutata la natia Italia alle ore 12.30 (una mezzoretta di ritardo non si nega a nessuno, men che meno a chi emigra…), son diventato israeliano grossomodo alle 17.20 ora Israeliana. Tanto per non farsi mancar niente, mi han fatto un po’ aspettare anche per il taxi che mi avrebbe dovuto portare a casa. Quei 40 minuti, giusto perché il tassista probabilmente si trovava ad Eilat quando lo hanno chiamato.

Ad ogni modo, sono israeliano a tutti gli effetti.

Shana Tova (buon anno)

Sabato e domenica prossimi saranno il capodanno ebraico (Rosh HaShana). Buon anno a tutti allora.

Up to date

Aggiornamenti della settimana:

Tisha B’av è trascorso bene, se non fosse per l’aria condizionata guasta al tempio… la lettura della meghillà di Echa è stata piuttosto suggestiva al tempio dei giovani. La lettura mattutina un tantino pesante perché il tempio di mezzo è un filo “noiosetto”. D’altra parte non si può pretendere che la facessero allegra, trattandosi di un brano particolarmente triste… vabbé…

Shabbat di nuovo con l’aria condizionata guasta al tempio, con l’aggravante che invece di fare la tefillah al pian terreno, ampio ed abbastanza fresco, hanno avuto la geniale idea di spostarci al sesto piano (ovviamente senza ascensore shabbatico…) giusto sotto al tetto, con una bella vetrata esposta al sole, comunque con l’aria condizionata a mezzo servizio e, soprattutto, con la gente stipata.

Nota di colore, sia a Tisha b’Av che a Shabbat incontro fortuito con eupilini 😀

Per il resto, siamo andati a dare un’occhiata a Rishon LeZion e Ness Ziona, carina la seconda, variegata la prima.

Ness Ziona è una piccola città, intorno ai 30mila abitanti, molto ordinata e pulita. In media le case sembrano piuttosto recenti (anche se la città ha più di 120 anni). Non è distante dal mare – circa 7km – ma non è collegata direttamente alla spiaggia.

Rishon LeZion, invece, alterna quartieri recenti con case basse, ad altri con case alte (in generale i palazzi alti sono al centro di un quadrilatero alla cui periferia vengono costruite case più basse o villette singole). La parte di città “vecchia”, invece è quasi tutta composta da palazzi di media altezza (5-7 piani) ma che dimostrano la vecchiaia e la scarsa qualità della costruzione. In generale il centro ricorda abbastanza Tel Aviv nelle parti sporche e poco curate.

I quartieri più recenti, invece, sono molto carini ed ordinati. Molto verde in giro, un quartiere commerciale molto denso di negozi e canyon (il termine ebraico con cui si indicano i centri commerciali). Tra parentesi, Rishon LeZion è dove verrà costruito il secondo negozio Ikea in Israele.

Il primo si trova a Netanya, altra città che andremo a visitare questa settimana.

Prosegue la ricerca di un’auto usata da comprare (forse abbiamo trovato una Punto 1.3 del 2002).

E&M missione aliyah: Ulpan

Ieri Micol ha cominciato il suo corso di Ulpan. E’ contenta perché pensa di essere nella classe del livello giusto. Ovviamente non è al loro medesimo punto, ma le differenze sono minime per cui dovrebbe mettersi a pari mentre loro fanno cose che lei già sa.

Una cosa che ho scoperto, nel frattempo, è che anche i numeri cardinali sono coniugati al femminile ed al maschile. Così su due piedi non mi viene in mente altra lingua che lo faccia… strano, l’ebraico è così lineare che questo mi ha lasciato molto perplesso.

Io invece, per quel che riguarda l’ebraico sono a piedi. Purtroppo tutti gli ulpanin sono strapieni al livello beginner per colpa/merito dei turisti. Avrei trovato un’alternativa, l’Ulpan Or, che fa corsi 1-1 di due settimane per 3 ore al giorno. Probabilmente sono molto efficaci e si impara molto rapidamente, d’altra parte il costo (1350$ + Iva il corso di 2 settimane) è altissimo, più dello standard. Se decidessi di prendere un insegnante privato per lo stesso monte ore, spenderei grossomodo 3000  sheqel (meno di 600 euro…).

A questo punto aspetterò di fare l’aliyah pure io a settembre per avere l’ulpan standard pagato dallo stato.

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