Un paio d’anni fa Idan Raichel, con la sua band, venne a Milano per un concerto al teatro degli Arcimboldi. Io di ebraico non capivo una parola ma il concerto mi coinvolse moltissimo. Pochi i presenti, ma atmosfera stupenda. Comprato il cd, mi sono innamorato di questa canzone il cui titolo, in ebraico, significa “VIENI!” (forma imperativa)
Il testo dice:
Vieni! dammi la mano ed andiamo
Non mi chiedere dove
Non mi chiedere della felicità
Forse verrà anche lei
Quando verrà
Cadrà su di noi come piogga
Vieni! Abbracciamoci ed andiamo
Non chiedermi quando
Non chiedermi della casa
Non chiedermi tempo
Il tempo non aspetta, non si ferma e non resta
Il pezzo in amarico invece dice:
Ti ricordi di allora,
quanto mi portavi sempre i fiori
To mi tenevi compagnia ed io a te
Mi parlavi ed io a te
Ci siamo tenuti
vivevamo ogni giorno con gioia
quando arrivava sera,
chiedevamo ad un nuovo giorno di iniziare
Quando eravamo separati
Mi sentivo triste
Quando ci incontravamo
Sentivo gioia immensa
Shalom Aleichem è una canzone che viene cantata il venerdì sera, da tutte (o quasi) le famiglie ebraiche, prima di fare la benedizione sul vino e sul pane ed iniziare la cena di shabbat.
E’ una canzone in cui si chiede agli angeli inviati da D-o di custodirci e proteggerci. E’ un canto molto bello che viene eseguito in mille maniere diverse. La più bella che è sentito era cantata da un signore, immagino yemenita, in una sinagoga di Nizza.
Aivshai Cohen, un famoso cantante Israeliano, la ricanta in una maniera molto particolare e, soprattutto, le accompagna un video che è decisamente molto bello. Ognuno di noi può essere l’angelo inviato da H. nella vita di qualcun’altro, basta averne il coraggio e la volontà.
Principio di indeterminazione di Heineken: non è possibile conoscere simultaneamente la quantità di birra bevuta e la posizione della propria automobile con certezza
faccio tettering col telefonino (1. attività con cui si scaricano suonerie sexy per cellulari) (2. raro – applicazione i-phone per applicare piercing ai capezzoli) [gallizio]
seocidio (diffondere viralmente link al proprio sito, ma sbagliati) [killerader]
Principio di Lavoyeur: nulla si copre, nulla si nasconde [chiagia]
Disuguaglianza di Pancarré (un corpo immerso in un tostapane riceve una bruciatura sul lato sinistro più forte di quella sul lato destro) [Chettimar]
sberle di saggezza [perché l'educazione è importante] [la gentildonna]
Musability: capacità di farsi ispirare in maniera comprensibile. [batduccio]
Dopo un lungo chiedersi dove l’avremmo potuta comprare, ieri pomeriggio, mentre ci recavamo a fare una visita medica, abbiamo chiesto ad un tassista (dotato di kippà, quindi attendibile) dove ne potessimo trovare. Questo ci pensa un po’ e poi ci dice “sicuramente lo trovate da ACE, mia sorella l’ha comprata li l’anno scorso”.
Così, stamane, dopo aver fatto la spesa allo Shufersal, siamo partiti in direzione porto per tentare l’acquisto. Per fortuna il tentativo è andato a buon fine. Abbiamo comprato una sukka in alluminio, con lo Shkach supportato da aste di bambù. Sarà 4m per 2.5m, abbastanza grande per mangiarci e dormirci (voglio almeno provarci).
Ora per prepararmi a Sukkot mi resta da comprare Lulav ed Etrog…
Ora che siamo possessori di capanna, possiamo concentrarci a mente libera sullo shabbat che ci aspetta e, soprattutto, su Yom Kippur.
Dopo minchà del primo giorno di Rosh Hashana, o del secondo se il primo cade di shabbat (come quest’anno), si fa il tashlich.
Essenzialmente è una preghiera che va fatta davanti ad un corso d’acqua in cui vivano dei pesci (il mare od una fontana con pesci rossi van benissimo) durante la quale ci si “libera” simbolicamente dai peccati e si chiede la protezione di H. per il futuro.
A Milano è difficile farlo su di un corso d’acqua, quindi spesso lo si fa davanti ad una fontana, magari anche improvvisata. Quest’anno invece, trovandoci in Eretz, l’abbiamo fatto davanti al mare. E’ stato stranissimo, la passeggiata a mare di Tel Aviv invasa di ortodossi che facevano questa benedizione è una cosa che si vede raramente (una volta l’anno, in effetti…)
Mi sarebbe piaciuto avere una macchina fotografica, ma non l’avrei potuta usare, essendo, per l’appunto, moed.
P.S. l’ho fatta interamente in ebraico, visto che il mio machzor italiano non ha la traduzione a fronte. E’ stata una fatica, ma sono contento di esserci riuscito (anche perché non è proprio cortissima)
Tutti sappiamo che il nostro primo ministro ha denunciato Repubblica e L’Unità perché si è sentito diffamato dai loro servizi giornalistici. Tutti (o quasi) siamo rimasti allibiti di fronte a questa notizia.
Io e molti altri, però, siamo rimasti di stucco quando la presidente dell’associazione Wikimedia Italia, Frieda, si è vista recapitare un atto di citazione per una causa per diffamazione che l’onorevole Antonio Angelucci (che vorrebbe acquistare proprio l’Unità) ha promosso contro l’associazione.
La denuncia scaturirebbe da alcune frasi ritenute diffamatorie apparse nella sua voce biografica della wikipedia in lingua italiana.
Ci sarebbe da dire che la denuncia è stata rivolta alla persona sbagliata, almeno per 2 motivi:
Quando si edita una voce c’e’ chiaro e tondo l’avviso che l’unico responsabile è chi materialmente inserisce le modifiche, quindi l’autore delle stesse.
Ma al di la delle conoscenze informatiche più o meno approfondite dei suoi avvocati, appare abnorme la cifra indicata quale risarcimento. Fatta 100 la somma richiesta dal nostro primo ministro (2 milioni), quello che dovrebbe esser stato scritto su wikipedia la riguardo di Angelucci dovrebbe esser stato 10 volte più grave di quanto scritto su Berlusconi, e la cosa mi pare alquanto improbabile.
Ad ogni modo, la causa del sig. Angelucci andrà ovviamente gambe all’aria nel momento stesso in cui verrà chiarito che nulla ha a che vedere l’associazione con i contenuti dell’enciclopedia. Mi chiedo solo come una persona che vorrebbe acquistare il giornale di riferimento della sinistra italiana possa comportarsi in questa maniera verso una realtà quale wikipedia.
Il fenomeno dei video su Youtube dove ragazzini/e si riprendono a casa facendo balletti e cantando in playback è ormai cosa data per scontata. Il più famoso è stato il questo. Abbiamo però raggiunto nuovi livelli, un ragazzino, avrà forse 12 anni, va all’Apple Store della 5a Evenue di NewYork e si mette a ballare davanti ad un mac in esposizione, si registra e manda il video su youtube…