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Archive for August 2009

E’ iniziato il campionato israeliano

Ieri, shabbat…, è inziato il nuovo campionato di prima divisione israeliana. Si chiama Premiere League, facendo il verso all’inghilterra. Il campionato di prima divisione è composto da 16 squadre (l’anno scorso erano meno, non so se 12 o 14). Si volgerà in due fasi: un girone all’italiana di 30 incontri ed una seconda fase con playoff, playout (le prime sei, le ultime sei) ed un play-niente per le classificate tra il 7° ed il 10° posto per decidere la classifica finale.

Prima considerazione sul fatto che si giochi il sabato pomeriggio violando lo shabbat e negando ai cittadini religiosi la possibilità di godersi la visione in diretta delle partite. Ieri shabbat è terminato alle 19.55, le partite sono iniziate alle 19.30. Iniziare le partite alle 21.30 non sarebbe stato scandaloso. Qui la notte di motzé shabbat è Gggiovane e non credo i tifosi avrebbero avuto nulla da ridire nel seguire la partita al fresco serale piuttosto che nel caldo torrido del pomeriggio… nel corso di un mesetto, inoltre l’orario di shabbat anticiperà parecchio, rendendo ancora meno problematica la cosa.

Seconda considerazione riguardo la formula. Se è accettabile il concetto di playoff e playout, non riesco a capire quella dei play-niente. Non conosceo bene le dinamiche economiche all’interno della federazione e posso capire che giocare 6 partite in più porti incassi alle società, ma mi chiedo quanti tifosi possano avere interesse nel vedere delle partite che non avranno alcun pepe agonistico. Se la mia società non fosse arrivata a combattere per il posti in campionati europei o scudetto, o non fosse in odore di retrocessione, che cosa potrebbe cambiarmi emozionalmente il fatto che si classifichi settima piuttosto che decima? MAH.

Ad ogni modo, quest’anno è caccia grossa al Maccabi Haifa che l’anno scorso ha vinto a man bassa il campionato, in maniera del tutto inattesa.  I pretendenti non mancano. Dal Hapoel TelAviv che da troppi anni rincorre la vittoria, al Betar Jerusalem, che ha appena scampato un fallimento storico.  La franchigia Telavivina dei Bnei Yehuda è stata la sorpresa dello scorso anno. Un piccolo club di un piccolo sobborgo che non solo ha dato filo da torcere alle grandi, ma è arrivato a classificarsi in Europa. Un Chievo israeliano, per intenderci.

Il pepe nella caccia all’Haifa lo da il campionato europeo. L’Haifa sta svolgendo i prelimari di Champions e, nel caso venisse eliminata, parteciperà comunque all’Europa League. Un doppio impegno che anche per nel campionato italiano viene indicato come “taglia gambe”.

Purtroppo essendo le partite il sabato non potrò seguirle e difficilmente mi appassionerò ad una squadra piuttosto che ad un’altra.

Nel frattempo ecco i risultati della prima giornata:

Maccabi Ani Nazareth Hapoel Petach Tikva 1-2
Maccabi Petach Tikva Hapoel Ramat Gan 1-1
Hapoel Beer Sheva Hapoel Raanana 2-1
Maccabi Natanya Hapoel Haifa 1-2
Maccabi Tel Aviv Beni Sakhnin 3-1
Maccabi Haifa Hapoel Akko 2-1
Ashdod s.c. Bnei Yehuda Tel Aviv questa sera (23 agosto)
Betar Yerushalaim Hapoel Tel Aviv domani sera (24 agosto)

Classifica:

3 pt: M. Tel Aviv, H. Beer Sheva, H. Haifa, H. Petach Tikva, M. Haifa

1pt: H. Ramat Gan, M. Petach Tikva

0pt: H. Akko, H. Raanana, M. Ahi Mazaret, H. Netanya, Bnei Sakhnin

Per un riassunto della giornata in inglese sul sito del Jerusalem Post

Cosa mi piace di Israele

Ci sono molte cose che mi piacciono in Israele e molte altre che non mi piacciono.

sicuramente mi piace il mare, ma non mi piace come vengon tenute le spiagge (sporchissime). Mi piacciono gli Sherut Monit (taxi collettivi) e mi piace un sacco il passaggio di monete per pagare la corsa tra un viaggiatore e l’altro..

Mi piace la cortesia generale della gente (che poi diventa scortesia totale mezzo nanosecondo dopo)

Mi piace il clima. Caldo ed afoso in città come Tel Aviv, ma comunque e sempre molto ventilato. Non capitano le giornate a 38° con umidità 90% e aria immobile come invece capita a Milano..

A cosa serve questo post? assolutamente a nulla..

E&M Missione Aliyah: ricerca delle case

I casi sono 2:

o gli agenti si sentono dire una cifra ma la modificano a caso

o pensano che la cifra possa lievitare magicamente del 30%

Quello che posso dire è che a Netanya le case sono mediamente belle e mediamente care. Quello che cerchiamo noi pare costare un po’ più delle nostre disponibilità. In particolare una, da ristrutturare, ci è stata proposta dalla prima agenzia con cui abbiamo parlato. Viste però le case delle altre agenzie, il suo valore reale non è quello che ci hanno chiesto.

Ne deduco che in questo momento i prezzi siano artificiosamente alti per tentare di spennare i polli (chiamati anche turisti) che arrivano, comprano e se ne vanno.

Non avendo poi così fretta, possiamo permetterci di andare ancora a girar per case, contrattare, valutare e paragonare.

Ora ho chiesto al primo agente uno sconto del 30% sul prezzo che mi aveva indicato per la casa. Vediamo che succede.

Dubbing

Il fenomeno dei video su Youtube dove ragazzini/e si riprendono a casa facendo balletti e cantando in playback è ormai cosa data per scontata. Il più famoso è stato il questo. Abbiamo però raggiunto nuovi livelli, un ragazzino, avrà forse 12 anni, va all’Apple Store della 5a Evenue di NewYork e si mette a ballare davanti ad un mac in esposizione, si registra e manda il video su youtube…

MAXIMUM RESPECT YO!

credito a smischi per la segnalazione.

E&M: missione erede

Sul Jerusalem Post di venerdì è apparsa l’abituale striscia di Matt Zalen. questa settimana è particolarmente indicata per giovani padri ed aspiranti tali…

per neo papà ed aspiranti

per neo papà ed aspiranti

E&M missione aliyah: Casa e macchina

E rieccoci con il settimanale aggiornamento sulla nostra aliyah. 😀

Cominciamo con il dire che trovare una macchina decente di seconda mano in Israele è più che difficoltoso. Un amico mi ha indirizzato ad un sito che si chiama secondamano (yad sheni  in ebraico) dove si trovano moltissimi annunci. Il sito è molto ben fatto (se si capisce un minimo di ebraico) ed è possibile selezionare gli annunci per marca, per anno di immatricolazione, per prezzo, per tipo di cambio (qui quasi tutti usano quello automatico).

Il primo problema, in realtà, è che i prezzi non sono allineati a quelli europei. La cosa non è sconvolgente se si considera che quando si compra una macchina si paga una tassa pari al 100% del suo valore (a me pareva fosse il 75% ma più d’uno m’ha detto diversamente).  Certo che pensare di comprare una macchina di 12 anni e pagarla ancora 3000 euro mi fa molto strano…

Il secondo è che qui le macchine usate passano di mano in continuazione. Non è strano trovare macchine di quinta o sesta mano! Ovviamente questo comporta che risalire alla storia della macchina sia quasi impossibile. Sapere se ha fatto incidenti è quasi impossibile.

Il terzo è che l’idea di “tenuta bene” degli israeliani è MOLTO distante da quella degli italiani. Qui se una macchina ha i sedili bucati dalle sigarette, la tappezzeria un po’ strappata, qualche bolla di ruggine qui e li, le guarnizioni crepate o i paraurti scesi per qualche urto la considerano ancora “tenuta bene, quasi nuova”..

Il massimo è stato ieri pomeriggio un tizio che avevo contattato per una Renault Megane che invece mi ha fatto vedere un Land Rover del ’97 che secondo lui era in ottime condizioni: 3 gomme su 4 da cambiare perché la spalla era crepata, tutte le rifiniture in plastica crepate, il cruscotto che quasi si sfarinava, la tappezzeria lisa e sporca. Ha avuto il coraggio di chiedermi 34mila sheqel (circa 6.500 euro).

Domani andrò a dare un’occhiata ad una Fiat Marea di terza mano, del 2001, con 100mila kilometri sulle spalle. Speriamo sia tenuta bene. Non chiedono neanche un’esagerazione, poco più di 3000 euro.

Ah.. tra gli annunci si possono trovare anche ex-taxi con 500-700 mila kilometri dichiarati. Ovviamente il prezzo non è strcciato, parliamo sempre e comunque di più di 5 mila euro! :(

Per quel che riguarda la ricerca della casa, invece, abbiamo visitato Netanya, e devo dire che ci è piaciuta. Non è linda e ordinata come Ness Ziona, ed i palazzi vecchi si alternano alle nuove costruzioni. Detto questo ci è sembrata accogliente ed ordinata. I prezzi non sono stratosferici ed abbiamo un po’ di visite programmate per la prossima settimana. Speriamo di trovare qualcosa di buono.

Up to date

Aggiornamenti della settimana:

Tisha B’av è trascorso bene, se non fosse per l’aria condizionata guasta al tempio… la lettura della meghillà di Echa è stata piuttosto suggestiva al tempio dei giovani. La lettura mattutina un tantino pesante perché il tempio di mezzo è un filo “noiosetto”. D’altra parte non si può pretendere che la facessero allegra, trattandosi di un brano particolarmente triste… vabbé…

Shabbat di nuovo con l’aria condizionata guasta al tempio, con l’aggravante che invece di fare la tefillah al pian terreno, ampio ed abbastanza fresco, hanno avuto la geniale idea di spostarci al sesto piano (ovviamente senza ascensore shabbatico…) giusto sotto al tetto, con una bella vetrata esposta al sole, comunque con l’aria condizionata a mezzo servizio e, soprattutto, con la gente stipata.

Nota di colore, sia a Tisha b’Av che a Shabbat incontro fortuito con eupilini 😀

Per il resto, siamo andati a dare un’occhiata a Rishon LeZion e Ness Ziona, carina la seconda, variegata la prima.

Ness Ziona è una piccola città, intorno ai 30mila abitanti, molto ordinata e pulita. In media le case sembrano piuttosto recenti (anche se la città ha più di 120 anni). Non è distante dal mare – circa 7km – ma non è collegata direttamente alla spiaggia.

Rishon LeZion, invece, alterna quartieri recenti con case basse, ad altri con case alte (in generale i palazzi alti sono al centro di un quadrilatero alla cui periferia vengono costruite case più basse o villette singole). La parte di città “vecchia”, invece è quasi tutta composta da palazzi di media altezza (5-7 piani) ma che dimostrano la vecchiaia e la scarsa qualità della costruzione. In generale il centro ricorda abbastanza Tel Aviv nelle parti sporche e poco curate.

I quartieri più recenti, invece, sono molto carini ed ordinati. Molto verde in giro, un quartiere commerciale molto denso di negozi e canyon (il termine ebraico con cui si indicano i centri commerciali). Tra parentesi, Rishon LeZion è dove verrà costruito il secondo negozio Ikea in Israele.

Il primo si trova a Netanya, altra città che andremo a visitare questa settimana.

Prosegue la ricerca di un’auto usata da comprare (forse abbiamo trovato una Punto 1.3 del 2002).

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